Privacy Policy 'Ovunque lontano dal mondo': Enzo Restagno racconta Claude Debussy - Sud Notizie
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‘Ovunque lontano dal mondo’: Enzo Restagno racconta Claude Debussy

NAPOLI – Mercoledì 11 maggio ore 17. al Conservatorio di San Pietro a Majella, presentazione del libro di ENZO RESTAGNO ‘CLAUDE DEBUSSY Ovunque lontano dal mondo‘ (Il Saggiatore). Ne parlano con l’Autore Paologiovanni Maione, musicologo e storico della Musica e Stefano Valanzuolo, giornalista.

IL LIBRO

Affascinante ossimoro musicale dell’Ottocento, la vita di Claude Debussy è un braciere ardente. Dietro gli occhi penetranti e la fronte pronunciata, il genio musicale nasceva cercando soluzioni fantasiose agli errori, dalle partiture de gli esercizi suonate con trasporto alle stravaganze armoniche che portavano all’esasperazione i docenti del Conservato rio di Parigi. Lo stile che avrebbe dovuto essere sûr, correct, élégant et coloré diventa tra le sue mani eccentrica finezza, inattesa innovazione e atto di cesura di un secolo.

Profondo conoscitore delle partiture di Debussy e avido lettore della sua corrispondenza, Enzo Restagno scrive una biografia dal ritmo andante e romanzesco. Riunendo in un solo testo centinaia di riferimenti differenti, Ovunque lontano dal mondo è la testimonianza di un secolo, un diario musicale che non raccoglie solo la musica, ma anche l’arte e la letteratura di un’età dell’oro per la creatività. Immagini e parole erano un prezioso alimento per Debussy, il suo occhio era in grado di coglierne e apprezzarne i dettagli più sottili e di trasformare l’istante fissato sulla tela in una realtà sonora viva e palpitante; il suo orecchio si lasciava sconvolgere dalla lettura di Baudelaire e Mallarmé, come di Poe e di Shakespeare, e i suoi componimenti divenivano versi in musica e pennellate sonore, in una serie di correspondances, in un filo rosso che unisce la poesia dei maldetti alla musica di un loro membro onorario: colui che invece di sommergere la parola poetica con la musica, si sforzava di metterla in evidenza.

Dopo aver narrato la magica raffinatezza di Ravel, l’incontro solo sfiorato fra Schönberg e Stravinsky e l’incredibile storia nascosta dietro una scultura di Picasso, Enzo Restagno dedica ancora una volta la sua penna a quel melting pot di tutte le arti che fu la Parigi di fine Ottocento.

L’AUTORE

Enzo Restagno (Torino, 1941), critico e storico della musica, è stato per trent’anni il direttore artistico di Torino Settembre Musica e MiTo. È autore di numerosi saggi su compositori del Novecento, tra cui Nono, Berio, Reich, Ligeti e Henze. Per il Saggiatore ha scritto Ravel e l’anima delle cose (2009), Schönberg e Stravinsky (2014) e La testa scambiata (2017), e curato, fra gli altri, Arvo Pärt allo specchio (2017).

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