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Stellantis: Unità sindacale esempio per la classe politica. Ora un tavolo nazionale

MELFI (Pz) – Davanti ai cancelli della più importante fabbrica del Mezzogiorno il movimento sindacale si è presentato unito e compatto: “tutti siamo preoccupati per l’incertezza che aleggia sul destino di questo stabilimento – sottolinea il segretario generale della Cisl Basilicata Enrico Gambardella a margine della manifestazione che si è tenuta davanti ai cancelli dell’impianto Stellantis a San Nicola di Melfi -. Questo non è il momento di mettere le bandierine, ma quello in cui anche il sindacato mette in campo la maturità che serve a superare le grandi sfide che abbiamo davanti. L’unità del movimento sindacale è un messaggio che vogliamo indirizzare anche alla classe politica di questa regione perché in questo momento tutti devono sostenere questa lotta senza distinzioni di colore, a partire dal governo regionale che deve garantire delle politiche di sviluppo per le aree industriali, investimenti per il potenziamento delle infrastrutture, interventi per quanto riguarda i servizi alle imprese, la logistica e i trasporti. Serve insomma un piano di politica industriale che sostenga queste aree e soprattutto attragga nuovi investimenti”.

La convocazione per iniziativa del Governo Draghi di un tavolo nazionale, “è ancora più urgente dopo che Tavares ha dichiarato che ‘Stellantis è pronta per cambiamenti drastici e scelte coraggiose’ senza spiegare cosa intende fare”, aggiunge segretario regionale della Basilicata della Uil Vincenzo Tortorelli. Tra le richieste prioritarie del sindacato la necessità di realizzare un’alleanza tra le Regioni coinvolte nel processo produttivo dell’auto (Basilicata, Puglia e Campania); la necessità di misure per rendere più conveniente ed efficiente il sistema dei servizi a sostegno dell’area industriale di Melfi e di prevedere forme di incentivazione per attrarre nuovi investimenti nella stessa area industriale.

Tortorelli ha ribadito che “l’automotive è un settore strategico per la Basilicata ed occupa complessivamente 20mila persone di cui il sindacato – ha detto -, con questa manifestazione, assume la responsabilità. Ma la nostra non è una posizione di sola difesa dei posti di lavoro perché siamo convinti che le scelte sulle  politiche industriali dell’auto di Stellantis per lo stabilimento di Melfi  devono avere una  centralità e da subito nelle  produzioni di vetture elettriche, le auto del futuro. Questo deve essere il piano della ripresa post Covid nella nostra regione e nel nostro Paese, con l’idea di far vivere la dotazione, il patrimonio, la capacità produttiva e le eccellenze dello stabilimento di Melfi come valore fondamentale per le nuove politiche industriali. Il tema centrale è salvaguardare gli asset che fanno del distretto di Melfi un ‘unicum’ valido in termini di cultura industriale, complesso di competenze e conoscenze. L’unica strada per ottenere tale risultato è quella di garantire il rafforzamento dello stabilimento di Melfi, il suo radicamento permanente sul territorio. Per farlo occorre garantire a Stellantis un vantaggio competitivo rispetto ad altre aree di localizzazione produttiva”.

“La nostra idea – ha affermato il segretario Uil : organizzare una iniziativa valida, documentata, affidabile e ricorrente, anche con l’apporto delle confederazioni sindacali locali e nazionali, che affermi e valorizzi la centralità per il Paese del “modello Melfi”, come polo di eccellenza, come frontiere dell’industria, come luogo di alta cultura produttiva e di relazioni industriali, come distretto sociale e quindi come motore dello sviluppo nella post-globalizzazione. Anche la Regione- ha detto ancora Tortorelli – deve fare la sua parte attraverso un’ iniziativa di vasta portata che traduca questa idea del ‘modello Melfi’ in progettualità condivise ed in decisioni concrete inserite nella destinazione delle risorse rivenienti dal PNRR e da altri canali per accompagnare il processo di consolidamento di Stellantis e del modello automotive di Melfi e del Mezzogiorno”.

Per il sindacato la politica è chiamata a mettere in campo tutte le azioni necessarie per proteggere e, ancor più, per rilanciare lo sviluppo dell’automotive disinnescando il rischio di una grande frattura sociale che aumenterebbe, peraltro, diseguaglianze tra classi e territori. “La zona industriale di Melfi con l’indotto Stellantis – conclude Tortorelli – è il banco di prova di una reale volontà di questo Governo di avere il Mezzogiorno come priorità delle politiche di sviluppo!”.

Per il segretario della Cisl Basilicata Enrico Gambardella “fondamentale è il coinvolgimento del governo nazionale che su questa partita, grazie all’autorevolezza internazionale del presidente Draghi, deve mettere in campo azioni a tutela degli investimenti e dell’occupazione nelle fabbriche italiane di Stellantis, anche alla luce del fatto che l’attuale asimmetria politica tra Francia e Italia rischia di pesare sul futuro delle nostre fabbriche e sulle future scelte aziendali del management. Per questo torniamo a sollecitare la costituzione di un tavolo permanente sull’automotive e sul futuro della mobilità. C’è bisogno di un’azione convergente tra tutti i livelli istituzionali interessati – conclude Gambardella – superando le divisioni politiche e ritrovando intorno al lavoro quella unità di intenti che sola può garantirci la difesa di una realtà industriale di primaria importanza per l’oggi e per il futuro”.

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