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Giornate Europee del Patrimonio, inventario dell’Archivio Riccardo Dalisi

NAPOLI – La Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, dedicate quest’anno al tema “Patrimonio culturale sostenibile: un’eredità per il futuro”, sabato 24 settembre alle ore 10,30 presso lo Studio Dalisi in rua Catalana 67, Napoli, presenterà il lavoro di ordinamento e inventariazione dell’archivio di Riccardo Dalisi, ricordandone la straordinaria figura umana e professionale e l’impegno sempre profuso nel segno del sostegno umano, della eco-compatibilità e del recupero misurato e sostenibile.

Interverranno Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli; Bruno Discepolo, Regione Campania – Assessorato all’Urbanistica e al governo del territorio; Gabriele Capone, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania; Annamaria Laville, Associazione “Semi di laboratorio”; Angela Tecce, Presidente Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.

L’ingente raccolta è costituita da documenti di diversa natura che ben testimoniano l’eterogenea e intensa attività professionale, scientifica, artistica e didattica di Riccardo Dalisi.

Sul cospicuo materiale, le archiviste Tommasina Boccia e Gemma Colesanti, con la Direzione scientifica del Soprintendente, hanno eseguito un intervento di ordinamento in base al contenuto, con strutturazione in ventuno Serie.

L’unicità dell’Archivio Dalisi è data dalla ricchezza e dalla varietà di documenti prodotti in più di cinquant’anni di lavoro: oltre agli scritti e al materiale didattico messo a punto nell’ambito della docenza universitaria, sono parte del fondo centinaia di acquerelli e disegni, documenti di natura tecnica – progetti di riqualificazione cittadina e di restauro, proposte di arredo urbano e decori – e numeroso materiale realizzato nel corso dei laboratori di creatività che videro il coinvolgimento di detenuti, studenti, adulti e bambini.

Arricchiscono ulteriormente la già notevole raccolta documentaria più di 3.000 fotografie, oltre 8.000 diapositive, 10 bobine Super8 e, parte integrante del fondo, 201 modellini architettonici in carta, realizzati in occasione del laboratorio “Semi di architettura”.

Attraverso lo studio dei materiali conservati nell’Archivio “Riccardo Dalisi” è dunque possibile “ricostruire” l’iter creativo dell’artista, dall’idea schizzata su carta alla redazione del progetto fino alla realizzazione del modello.

Del vasto Archivio è stato compilato un Inventario con descrizioni analitiche della documentazione, corredato da due appendici con gli elenchi dei cataloghi e delle riviste contenenti articoli di e su Dalisi e dei modelli in carta, tutti numerati e fotografati.

L’intervento di riordino e la redazione dello strumento di corredo sono stati finanziati dalla Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura.

Per la particolarità e la ricchezza dell’Archivio, specchio dell’eccezionale visione professionale e creativa di Riccardo Dalisi, e per l’unicità dei materiali conservati che consentono di ripercorrere tutte le fasi della produzione artistica, la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania ha dichiarato il Fondo di interesse storico particolarmente importante, sottoponendolo così alle tutele previste dal Decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modificazioni.

La Dichiarazione di interesse storico particolarmente importante dell’Archivio “Riccardo Dalisi” sarà consegnata durante la mattinata alla dottoressa Anna Maria Laville.

“È motivo di grande soddisfazione aver realizzato l’intervento sull’Archivio Dalisi – dichiara il Soprintendente Capone – in quanto l’Inventario consente di avere un efficace strumento di descrizione analitica dell’importante materiale prodotto da Dalisi durante la sua attività artistica e professionale. Ma soprattutto, permette alle nuove leve di studiosi di comprendere pienamente e intimamente lo sforzo artistico, coniugato con l’attenzione alle tematiche sociali, realizzato nel corso della sua vita dall’architetto Riccardo Dalisi”.

“Sono particolarmente emozionata che la presentazione dell’intervento di riordino dell’Archivio avvenga in occasione di una iniziativa internazionale, quest’anno dedicata alla sostenibilità, tema così caro a Riccardo – dichiara Annamaria Laville – La sostenibilità di un patrimonio si realizza se c’è la cura, per questo sono davvero colma di gratitudine nei confronti del Soprintendente Gabriele Capone, che ha dedicato alla realizzazione dell’intervento archivistico una cura piena di sentimento, e alle due archiviste, Tommasina Boccia e Gemma Colesanti, che con passione sono riuscite a disegnare la mappa di un territorio selvaggio”.

RICCARDO DALISI

Riccardo Dalisi, nato a Potenza il primo maggio del 1931, traferitosi a Napoli per studiare presso la facoltà di Architettura dove si laurea nel 1957, nell’aprile del 1969 consegue la libera docenza, trascorrerà tutta la sua vita nel capoluogo campano fino alla sua morte avvenuta nel mese di aprile del 2022.

Nel 1971 ha inizio la sua attività di insegnamento universitario fino al 2007, ricoprendo la cattedra di Progettazione Architettonica presso la facoltà di Architettura dell’Università degli Studi Federico II di Napoli. Presso la stessa facoltà è stato direttore e docente della Scuola di Specializzazione in Disegno Industriale.

Negli anni Settanta, assieme a Ettore Sottsass, Alessandro Mendini, Andrea Branzi e altri, è stato tra i fondatori della Global Tools, contro-scuola di architettura e design che riuniva i gruppi e le persone che in Italia coprivano l’area più avanzata della cosiddetta “architettura radicale” intorno alle riviste “Casabella” e “Spazio e società”. Le opere nate in quegli anni fanno oggi parte delle collezioni permanenti del Centre Pompidou di Parigi, del Frac Centre di Orléans e del museo Madre di Napoli.

Da sempre impegnato nel sociale – resta fondamentale l’esperienza del lavoro attraverso laboratori sociali di quartiere con i bambini del Rione Traiano, con gli anziani della Casa del Popolo di Ponticelli negli anni ’70 e, negli ultimi anni, l’impegno con i giovani del Rione Sanità di Napoli, del Centro territoriale Il Mammuth di Scampia e dell’Istituto penale per i minorenni di Nisida- , ha unito ricerca e didattica nel campo dell’architettura e del design accostandosi sempre più all’espressione artistica come via regia della sua vita. Nella sua ricerca espressiva, che spazia nel mitico, nell’arcaico, nel sacro, i materiali poveri (ferro, rame, ottone) sono impiegati con amorevole manualità artigiana.

Nel 1981 ha vinto il premio Compasso d’Oro per la ricerca sulla caffettiera napoletana iniziata sul finire degli anni Settanta e incentrata sulla manualità artigianale. Negli ultimi trent’anni anni si è dedicato intensamente alla creazione di un rapporto sempre più articolato e fecondo tra la ricerca universitaria, l’architettura, il design, la scultura, la pittura, l’arte e l’artigianato, mantenendo al centro la finalità di uno sviluppo umano attraverso il dialogo e il potenziale di creatività che ne sprigiona.

Nel progetto di rivitalizzazione della Rua Catalana Dalisi con la ricerca e la progettazione di “Napolino” riesce a promuovere un’integrazione tra artigiani, abitanti, commercianti e istituzioni locali e nazionali come la Confederazione nazionale dell’Artigianato e la Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici della Campania.

Nel 2009, dopo lunga ricerca preparatoria, ha presentato, in collaborazione con la Triennale di Milano e la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, la prima edizione del Premio Compasso di Latta, iniziativa per una nuova ricerca nel campo del design nel segno del sostegno umano, della eco-compatibilità e della decrescita.

Nel 2014 ha vinto il secondo Compasso d’Oro per il suo impegno nel sociale.

Numerose mostre dedicate alla sua attività di architetto, di designer, di scultore e di pittore sono state allestite alla Biennale di Venezia, alla Triennale di Milano, al Museo di Denver, al MoMA di New York, alla Biennale di Chicago, al Museo di Copenaghen, al Museo di Arte Contemporanea di Salonicco, al Museo di Düsseldorf, alla Fondazione Cartier di Parigi, alla Pasinger Fabrik di Monaco, al Tabakmuseum di Vienna, alla Zita delle Spandau di Berlino, a Palazzo Reale di Napoli, a Palazzo Pitti a Firenze, alla Basilica Palladiana di Vicenza, alla Galleria di Lucio Amelio Napoli, al Castel dell’Ovo di Napoli, al Chiostro monumentale di Santa Chiara a Napoli, alla Reggia di Caserta. Numerose istallazioni permanenti si trovano presso diversi musei ed istituzioni napoletane: Museo della Ceramica Duca di Martina, Villa Floridiana a Napoli, Palazzo Reale di Napoli, Tangenziale di Napoli, San Nicola a Nilo, Quartieri Spagnoli, via Santa Caterina da Siena, Salita dei cinesi, Basilica della Santissima Annunziata, Chiesa dell’Immacolata e San Vincenzo alla Sanità.

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