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A Palermo scienziati da tutto il mondo: Ri.MED riferimento per i ricercatori

PALERMO – Grazie alla riconosciuta capacità di produrre ricerca traslazionale (di base e applicata) di alta qualità, Ri.MED è stata inserita nell’Elenco degli Istituti autorizzati a stipulare Convenzioni di accoglienza con ricercatori di Paesi extracomunitari.

Questo riconoscimento rafforza la vocazione internazionale della Fondazione e si inserisce in una linea di sviluppo strategica che, a partire dalla partnership internazionale con l’Università di Pittsburgh e con UPMC, permette ai ricercatori di Ri.MED di lavorare a contatto con le migliori realtà scientifiche del mondo, in linea con le raccomandazioni comunitarie sulla mobilità della ricerca scientifica quale strumento per sviluppare reti di ricerca e consolidare il ruolo della ricerca europea a livello mondiale.

Nei mesi scorsi Ri.MED ha selezionato Joan Dario Laubrie Soto, ricercatore proveniente dal Cile, nell’ambito del progetto 4FRAILTY per lo sviluppo di Sensoristica intelligente (PON R&I) e Viktor Balashov, scienziato russo, nell’ambito dell’ERC Consolidator Grant di cui la Fondazione è host institution. Entrambi sono inseriti nel Gruppo Ri.MED di Ingegneria dei Tessuti, guidato dallo scienziato palermitano Antonio D’Amore, che lo scorso anno si è aggiudicato il premio del Consiglio Europeo della Ricerca per progettare un’innovativa valvola mitrale.

“Passione, collaborazione con i partner locali e perseveranza possono cambiare il trend demografico negativo che ha afflitto il Meridione per troppo tempo”, commenta Antonio D’Amore, che oltre a guidare il team Ri.MED di Ingegneria dei Tessuti a Palermo è Assistant Professor presso l’Università di Pittsburgh. “Le nuove risorse lavoreranno sia su progetti nazionali finanziati da PON che su progettualità finanziate dal Consiglio Europeo della Ricerca, arricchendo così la competitività dei nostri progetti. Possiamo finalmente parlare di “attrazione dei cervelli”.

Nelle prossime settimane il Gruppo di Ingegneria dei Tessuti acquisirà altre nuove risorse, realizzando così, in un brevissimo lasso di tempo, un ambiente di lavoro davvero multiculturale, con ricercatori provenienti da ben cinque paesi extra EU: oltre a Cile e Russia, anche Iran, India e Argentina.

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