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Anche SID-Società Italiana di Diabetologia, sostiene il “PROGETTO 108”

ROMA – La Guerra in Ucraina ha mille volti, ma l’aspetto umanitario dei civili costretti a fuggire, è senza dubbio quello più sofferto, dove le storie di disperazione, speranza, ma anche di accoglienza e assistenza restituiscono natura umana alle persone e talvolta sono segni di un amore inatteso in chi vive l’abbandono come i rifugiati. Perciò la storia del “PROGETTO 108“, è un esempio di solidarietà e resilienza partito dal basso, che fa sperare, nato per caso dalla missione umanitaria in Polonia, di 8 volontari della Capitale, Angelo, Federico, Francesco, Lisa, Luan, Nino, Paolo, Roberto, venuti in contatto con una realtà inaspettata. Questi infatti, dopo aver scaricato e consegnato il frutto delle donazioni nella sede della Caritas Diocesana di Czestochowa, ed essere stati ospitati per la notte in una struttura dell’Arcivescovado di Czestochowa, hanno avuto modo di conoscere il gruppo di 108 bambini e bambine ucraini li ospitati, provenienti da esperienze di lutto, famiglie problematiche, o in alcuni casi affetti da gravi disabilità con necessità di assistenza di un genitore.

Da qui l’idea di aiutare il gruppo di 108 è stata naturale, soprattutto dopo aver trascorso il pomeriggio con alcuni di essi negli spazi all’aperto della struttura che li ospita, e percependone in modo chiaro lo stato di disagio psicologico ed emotivo che vivono. Fino a capirne le esigenze e decidere di poter fare qualcosa per loro nel tentativo di alleviare le sofferenze e le fatiche di queste piccole sfortunate persone. E’ proprio da questa constatazione, che nasce il “PROGETTO 108”, che grazie anche al sostegno di SID Società Italiana di Diabetologia, può dare aiuto ai giovani ucraini ospitati a Czestochowa, molto semplicemente portando conforto in generi di prima necessita, per non abbandonarli, ma dando una mano concreta. Decidendo di iniziare una nuova raccolta di materiale umanitario, con il preciso obiettivo di destinare tutte le risorse donate, al sostegno esclusivo di questo gruppo.

I volontari in contatto diretto con Don Marek Bator, direttore della Caritas dell’Arcidiocesi di Czestochowa, che dirige la struttura dove sono ospitati i 108 i bambini, è stato ed è fondamentale per avere una lista di beni necessari al sostentamento dei piccoli rifugiati, in modo da concentrare ogni sforzo nel reperimento di beni specifici destinati ai giovani ospiti della struttura. Usando per questo la Raccolta diretta di beni di prima necessità, materiali per il sostentamento e forniture sanitarie (in alternativa è possibile contribuire con una donazione finanziaria tramite IT71Y0306967684577741505039 ); e l’ acquisto in stock, tramite le donazioni in denaro ricevute, di beni e materiali deperibili direttamente in Polonia, mediante attenta ricerca del miglior fornitore e confronto tra i prezzi italiani e quelli di Czestochowa. E’ così che sostenere il “PROGETTO 108”, forti della precedente esperienza e sicuri del buon fine delle donazioni è ciò che i volontari portano avanti sicuri di poter fare sempre di più e meglio.

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