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Basilicata, alla BIT Terre di Aristeo come ‘Turismo dello star bene’

MILANO – Alla BIT – dove abbondano formule, spot e richiami per attrarre turisti, specie i curiosi e i “salutisti” – è stata “”consacrata”” la formula di Terre di Aristeo della Basilicata terra del “turismo dello star bene”.

“Non può che farci piacere che lo psicoterapeuta Raffaele Morelli, attraverso una sua «lectio magistralis», abbia ripreso l’idea di «terra che rigenera la mente e il corpo» – dice Saverio Lamiranda. ad di Terre di Aristeo – . Quella di Morelli è una lezione che abbiamo da qualche anno messo al centro del progetto di turismo esperenziale perché – come dice lo psicoterapeuta – “la Basilicata è quanto di meglio possiamo immaginare, perché troviamo la natura, la storia e le tradizioni, ovvero tutte le nostre radici”. Per questa ragione, anziché parlare di “turismo del benessere” che rimanda solo al mondo del termalismo, delle spa e delle piscine, preferiamo parlare di “turismo dello star bene”. È un segmento di mercato in cui la Basilicata può conquistare un ruolo da protagonista”.

“Per noi “Lo “star bene”  significa offrire ambiente, spazi, servizi, tecnologie e tutto ciò che è utile a coloro che ricercano una tranquillità fisiologica e mentale, che varia da persona a persona e che comprende aspetti materiali, opportunità di sviluppo creativo e anche spirituale – prosegue Lamiranda -. Significa poter assicurare un’alimentazione genuina, un ambiente sano immerso nella natura, attività fisica, relax e altro; poter immergersi nella cultura della Regione e nell’esperienza del territorio ospitante. I viaggiatori desiderano sempre più “sperimentare” la cultura dello “star bene” della loro destinazione, specie se antica e radicata nella tradizione locale”.

Lo “star bene” rende l’offerta più integrata e in grado di rispondere più efficacemente alle tendenze in atto, modificate anche dal Covid-19. La ricerca di maggiori spazi, di ambienti più salubri, del rispetto delle norme a tutela della salute personale, sono alla base di questa scelta. Che non è un’alternativa al turismo tradizionale, bensì una sua evoluzione ed ampliamento: raccoglie esigenze, consuetudini e mercati che possiamo definire storici collocandoli nell’ambito di un’offerta più adeguata alle richieste del nuovo che avanza. Ad ulteriore riprova della scelta, è noto che il benessere, l’ospitalità e il viaggio stanno convergendo, in modi diversi e senza precedenti, sperimentando partnership e modelli di business per aiutare i viaggiatori a integrare il benessere in ogni aspetto del loro soggiorno: gastronomia, alloggi, relax, ospitalità, escursioni, relazioni, esperienze didattiche e formative, shopping e altro.

“In questa strategia il turismo nei Borghi rigenerati è la scelta qualificante per fare della Basilicata un luogo di eccellenza dove far convivere compatibilità ambientale, produttiva e occupazionale, salvaguardare il territorio, la sua storia, le sue tradizioni, dimostrare di sapere essere “modernamente antichi”, di saper competere sul mercato nazionale ed internazionale senza svendere la nostra identità, utilizzare la tecnologia non per esserne asserviti, ma per metterla al servizio dell’uomo. “Terre di Aristeo in Basilicata” è un’identità, un modo di essere che sarà capace di unire la Lucania antica al mondo globalizzato, per creare nell’immaginario collettivo nuove destinazioni dalle caratteristiche uniche e di qualità. Un elemento fondamentale di questa identità è dunque il concetto di “star bene”, conclude l’ad di Terre di Aristeo.

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