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Cafasso (AIS): Il contratto intermittente modo per superare i vincoli del CCNL?

Sul Decreti Trasparenza e sulla possibilità di garantire prova e ore minime per un contratto che dura un giorno, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Nino Carmine Cafasso, Presidente AIS (Associazione Imprese di Servizi), Giuslavorista e Consulente del Lavoro.

Il contratto intermittente vive di subordinazione ed è legittimato, in termini di disciplina dal CCNL di riferimento. Tale contratto, che il Ministero del Lavoro, con propria nota definisce “sui generis”, oggi vede, tramite il Decreto Trasparenza, la propria disciplina, in assenza di quella collettiva, subordinata a degli accordi individuali. Sarebbe impossibile prevedere per un’unica giornata lavorativa l’introduzione di una prova e di un monte ore minimo garantito.

Il Governo tuttavia dispone che le discipline collettive contrattuali, simbolo di garanzia da sempre, possono essere superate per Decreto. Nel nostro caso oltre che degli obblighi di regolamentazione e di programmazione, si parla di accordi individuali, quando, da sempre, i rapporti di lavoro subordinati hanno trovato la loro regolamentazione all’interno dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro. Il Decreto Trasparenza, per essere compreso a pieno nella sua natura, va letto con spirito critico e non con superficialità. È da ritenersi, pertanto, come un forte attacco alla democrazia del confronto in cui le Parti Sociali hanno sempre condiviso un dialogo. Lo ritengo uno strumento per disorientare i più corretti e per far perdere, nonostante i buonisti proclami, il senso della concertazione sociale, da sempre baluardo assoluto del nostro senso di profonda collettività.

Ci ritroviamo a combattere con una norma che per i contratti intermittenti non ha nessun senso, con una regolamentazione alla quale lo stesso Ministero del Lavoro, silente al momento, non sa come rimediare. Sono particolarmente colpito dal fatto che i membri del Governo non accettino un dialogo con noi che difendiamo i lavoratori, dialogo che è alle basi della nostra democrazia.

Non possiamo che auspicare un forte intervento ministeriale che sostenga le tesi da sempre affermate in subjecta materia. Non possiamo neanche non prendere atto, che il silenzio attuale e la semplice interpretazione con approfondimento di una norma errata ab orgine, sono l’esatta dimensione di una dirigenza politica che, ancora una volta, dimostra le profonde carenze culturali specifiche alle quali il rimedio sia, speriamo, alle porte.

Nino Carmine Cafasso
Presidente AIS (Associazione Imprese di Servizi)
Giuslavorista e Consulente del Lavoro

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