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Cgil Campania: i cittadini non hanno più l’assistenza sanitaria convenzionata

NAPOLI – “Da pochi giorni si sono esauriti i fondi per il tetto di spesa per le prestazioni fornite dalle strutture sanitarie convenzionate. Chi avrà bisogno di esami clinici e accertamenti diagnostici, li potrà ottenere esclusivamente presso le strutture pubbliche o, in alternativa, a pagamento”. E’ quanto denunciano, in una nota, Cgil, Funzione Pubblica-Cgil e Spi-Cgil della Campania. “Occorre necessariamente intervenire – precisa il documento – su come potenziare il servizio pubblico a partire dagli indirizzi che il Ministero ha dato durante il periodo Covid per garantire la continuità assistenziale, evitare il ricatto del privato, implementare l’organizzazione dei servizi e per garantire gli stessi obiettivi alla base del PNRR. In caso contrario, in Campania, un territorio tra i più poveri d’Italia nel quale il reddito pro-capite è tra i più bassi, si rischia che le persone più fragili come anziani, disoccupati, bambini, non possono usufruire della dovuta assistenza e devono rinunciare a curarsi; e questo non è ammissibile”.

“A tutto ciò – precisano Cgil, Funzione Pubblica-Cgil e Spi-Cgil della Campania – va aggiunto il dramma delle lunghe liste di attesa, dell’inadeguato sistema della sanità territoriale, della rete dell’emergenza-urgenza, della necessità di adeguare gli organici nonché il mancato confronto sulle ricadute di alcune delibere che stanno distruggendo le buone prassi del nostro territorio. Da tempo come sindacato cerchiamo un confronto serio e costruttivo. Ad oggi nulla si è concretizzato. Occorre un sistema di sanità regionale basato sulla prevenzione e sulla salute e non solo sulla cura e sul rafforzamento della rete ospedaliera. Le chiusure provocate dalla pandemia hanno causato la sospensione dei ricoveri ordinari e delle cure preventive, e in alcuni casi l’abbandono a se stessi di ammalati cronici, determinando un maggior aggravio delle patologie preesistente. Il futuro di queste persone rischia di essere ben più grave di quello causato dalla pandemia”.

“Va aperto – secondo Cgil, Funzione Pubblica-Cgil  e Spi-Cgil della Campania – un confronto vero, stabile, con le organizzazioni sindacali che da tempo lanciano allarmi e cercano un confronto sui temi della programmazione, dei processi di innovazione sanitaria, dell’integrazione sociosanitaria, dl rafforzamento dei servizi territoriali, lo sviluppo delle case della salute, delle cure primarie e intermedie. Chiediamo di ripensare al ruolo della sanità privata convenzionata, che deve essere di supporto al pubblico piuttosto che essere in competizione con essa o sostitutiva”. “Il Presidente De Luca – conclude il sindacato – deve comprendere che i cittadini, i pensionati, le persone più fragili pretendono risposte. Dobbiamo subito uscire dalla logica di programmare solo con documenti, peraltro mai condivisi, per attuare gli obiettivi già assunti. La salute è un bene primario non negoziabile”.

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