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‘Chansons Sous Les Doigts’ per Antichi Scenari – Appuntamenti Flegrei d’Arte

POZZUOLI (Na) – Dopo la breve pausa estiva, riprende giovedì 25 agosto con un recital, nella Villa Avellino Residenza Storica (Pozzuoli), la IV edizione del Festival “Antichi Scenari – Appuntamenti Flegrei d’arte in movimento”, organizzato dall’associazione “Luna Nova” con la direzione artistica di Carmine Borrino e Veronica Grossi. Alle ore 19, infatti, andrà in scena “Chansons Sous Les Doigts”, uno spettacolo che nasce dall’omonimo cd pubblicato nel maggio 2022 dall’etichetta Dodicilune e che, per l’esecuzione dal vivo, diventa un recital pianistico “sui generis”, nel senso che non attinge dal repertorio classico pianistico bensì dalla canzone francese del ‘900 rielaborata per pianoforte dal pianista e compositore Vincenzo Caruso, con Leda Conti, voce recitante.

Che cosa succede se priviamo la musica di una “chanson” del suo testo? Si eleverà al titolo di “romanza senza parole”? Viceversa, il testo estrapolato, potrà definirsi “poesia? Sono questi gli interrogativi che “Chansons sous le doigts” affida al responso finale del pubblico.

Un omaggio pianistico alla canzone francese del ‘900 teso alla riscoperta ed alla reinvenzione di un repertorio “altro” per pianoforte. Con Vincenzo Caruso al pianoforte ci sarà la voce dell’attrice Leda Conti che farà da guida in questa “promenade” serale per le strade della chanson française e la cui narrazione poetica di storie e curiosità sui brani fa da “trait d’union” per la successione delle canzoni.

Il programma parte da J.J.Rousseau, che tra le altre cose fu anche musicista, fino ad arrivare a Boris Vian, Gilbert Becaud, Marguerite Monnot e diversi altri autori che scrissero canzoni per Jacques Brel, Lucienne Boyer, Fernandel, Bourvil, Edith Piaf…Inoltre il programma comprende citazioni di illustri Parigini a Napoli e viceversa come G.Cottrau e Gioachino Rossini e di musicisti colti affascinati dalla forma canzone quali Claude Debussy, Francis Poulenc e Darius Milhaud. La selezione dei brani punta sulla rarità. D’altra parte essa non ci offre il più delle volte il privilegio della scoperta?

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