Privacy Policy CISL: Un progetto di qualità del lavoro agricolo per sconfiggere il caporalato - Sud Notizie
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CISL: Un progetto di qualità del lavoro agricolo per sconfiggere il caporalato

POTENZA – Nella riunione della scorsa settimana del tavolo di coordinamento regionale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura, a cura della Prefettura di Potenza, è emerso che in Basilicata si continua a dare una risposta precaria e occasionale ad un fenomeno ormai strutturato di cui si conoscono dimensioni, localizzazioni e problematiche, concentrate in particolare nell’Alto Bradano e nel metapontino. “Ancora una volta, in vista della raccolta agricola stagionale – sottolineano di Enrico Gambardella e Vincenzo Cavallo, rispettivamente Segretario generale Cisl Basilicata e Segretario generale Fai Cisl Basilicata – si prevede di allestire nell’ex tabacchificio di Palazzo San Gervasio un centro di accoglienza per i lavoratori stagionali migranti. Si spera che, attivandosi già da ora, si riesca per giugno a dare una risposta perché, come ben segnalato dalla questura di Potenza, lo scorso anno la vicenda del tabacchificio si è trasformata in un problema di ordine pubblico, e questo non è tollerabile per un fenomeno che si presenta periodicamente da anni”.

“A fronte di una pluralità di fondi (europei, nazionali e regionali) che destinano risorse economiche cospicue, tra cui spicca il PON legalità di 100 milioni di euro per il periodo 2021-2022 per la realizzazione di centri di accoglienza a Venosa, Lavello, Scanzano e per l’ennesima ristrutturazione del già citato tabacchificio di Palazzo San Gervasio – sottolineano i due esponenti sindacali -, la Regione Basilicata, cui spetta il coordinamento delle attività di realizzazione, non è ancora in grado di dare una risposta all’altezza del ruolo che le compete e della sfida dell’accoglienza di un grande numero di lavoratori.

“Quello che ci preme segnalare come organizzazione sindacale – aggiungono Gambardella e Cavallo – è che ci troviamo di fronte ad un fenomeno innanzitutto lavorativo di cui si conoscono i contorni e che quindi necessita primariamente di essere affrontato come una dinamica di lavoro (domanda-offerta) e non di ordine pubblico. Non si tratta solo di attrezzare ogni anno servizi di trasporto e di accoglienza, di vitto e alloggio, ma si tratta di mettersi primariamente al lavoro sulle banche dati di Inps, Inail, Camera di commercio, organizzazioni del settore agricolo per rilevare i fabbisogni professionali delle aziende, perché come rilevato dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali (in attesa dei dati dell’Osservatorio regionale del mercato del lavoro), il lavoro irregolare in agricoltura in Basilicata ha picchi del 25 per cento e i contratti regolari tra i lavoratori extracomunitari sono solo del 12 cento, cosi come va affrontato il fenomeno dei lavoratori fittizi in agricoltura”.

Pertanto, per il Sindacato è necessario che la questione dei lavoratori migranti in agricoltura venga collegata ad una risposta permanente in ambito organizzativo di logistica-accoglienza e di servizi sanitari e sociali, e su questo la tabella di marcia da qui a giugno deve essere incalzante. “Occorre, però, immediatamente attrezzare una banca dati dei fabbisogni lavorativi in agricoltura – proseguono i due esponenti Cisl – e collegare il fenomeno dei lavoratori stagionali migranti ad un progetto di certificazione dei prodotti agricoli di qualità nell’ambito della rete agricola di qualità, in cui le aziende si impegnano a certificare la qualità del prodotti (che in Basilicata sono eccellenti e hanno un’ottima reputazione), non solo da un punto di vista organolettico, ma anche per la qualità del lavoro e dei contratti impiegati per la raccolta dei prodotti”.

“Sappiamo, infatti, che i consumatori sono sempre più attenti, non solo alla qualità del prodotto, ma anche alle condizioni lavorative legate al prodotto. Ebbene – concludono Enrico Gambardella e Vincenzo Cavallo -, trasformiamo la gestione della manodopera dei migranti in agricoltura in un grande progetto di qualità del lavoro in agricoltura.

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