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Comune di Napoli: riscuotere? Un problema…

di Ferdinando Capuozzo (*)

La giunta Comunale di Napoli, lo scorso 30 luglio 2021, con delibera nr. 393 ha approvato il Rendiconto di gestione per l’anno 2020. Il prossimo Sindaco di Napoli dovrà fare i “conti”, con questi numeri, comunque vada, chiunque esso sia. Il risultato di amministrazione al 31/12/2020 presenta un disavanzo di amministrazione pari a 2,465 Miliardi di Euro, in leggero miglioramento rispetto al 2019 per circa 150 Milioni di Euro.

Sebbene la riscossione, nel suo complesso, si è incrementata di circa 800 milioni di Euro rispetto all’anno precedente, analogamente anche i pagamenti hanno subito un incremento pari a circa 500 Milioni di Euro. La giacenza di cassa, pertanto, a fine del 2020, pari a circa 372 Milioni Euro, ha subito una variazione in aumento rispetto al 2019 di circa 313 Milioni di Euro. E’ cresciuto il Fondo anticipazione di Liquidità di circa 500 Milioni di Euro.

Le anticipazioni di liquidità ricevute dalla Cassa Depositi e Prestiti genereranno, nel corso dei prossimi trent’anni, interessi passivi per circa 100 milioni Euro che ricadranno, anche questi, sulle generazioni future. Ciò che continua a preoccupare è l’elevato valore dei residui attivi, (crediti che il Comune di Napoli vanta che non riesce a riscuotere) che hanno imposto, nel corso degli ultimi anni, il ricorso, appunto, al fondo anticipazione di liquidità oggetto, peraltro, di una sentenza della Corte Costituzionale dello scorso aprile. Nel 2020, rispetto all’anno precedente, l’incremento dei residui attivi è stato di circa 500 Milioni di Euro è migliorata, invece, la situazione dei residui passivi (i debiti che il Comune deve onorare) con un decremento di circa 400 Milioni di Euro, rispetto all’anno precedente, proprio per effetto di immissione di liquidità e, quindi, di nuovi debiti nei confronti della CDP.

Appare chiaro ed evidente che anche nel 2020 il Comune di Napoli ha mostrato, ancora una volta, tutto i suoi limiti nella capacità di riscuotere di tributi e tasse locali. Non a caso il Fondo Crediti Dubbia esigibilità ha subito un incremento in valore assoluto di circa 161 Milioni di Euro rispetto al 2019. A conti fatti il Rendiconto del Comune mette in evidenza che, complessivamente, circa il 50% dei crediti iscritti a Bilancio non sono riscuotibili. Stiamo parlando di una cifra che ammonta a circa 2,286 Miliardi di Euro. Il 93% circa del totale del disavanzo di amministrazione. Si si valutano le tre principali voci che compongono i residui attivi (Tari, Imu, Sanzioni codice della strada) appare ancora più evidente che è urgente e non più differibile mettere in campo azioni per efficientare la riscossione.

I dati parlano chiaro. Dell’ammontare non riscosso per competenza che ricade tra i residui attivi ad esempio, per la Tari la percentuale potenzialmente riscuotibile è circa dell’8%, l’IMU del 5% e solo il 2% per le sanzioni da codice della strada. La prossima Amministrazione deve fare i “conti” con questa realtà. Se si concentrasse l’attenzione su queste tre voci si potrebbe recuperare non solo risorse ma nel contempo capacità di spesa.

Per questo il prossimo Sindaco di Napoli dovrebbe dire alla città quali azioni intende mettere in campo per recuperare efficienza sulla capacità di riscossione che rappresenta il vero vulnus del Bilancio Comunale.

(*) commercialista

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