News
Concita De Gregorio e Lina Sastri, due spettacoli al femminile

NAPOLI – Gli appuntamenti del Campania Teatro Festival diretto per il quinto anno consecutivo da Ruggero Cappuccio e organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, proseguono sabato 19 giugno, con due spettacoli al femminile e sul femminile.

Alle 21 nel Cortile della Reggia di Capodimonte (Porta Grande), Concita De Gregorio scrive e interpreta in prima assoluta “Un’ultima cosa – cinque invettive, sette donne e un funerale”, un testo scritto per il teatro che qui si propone in una sorta di prima lettura, prima di consegnarlo a chi vorrà incarnarlo: una ‘interpretazione d’autore’. Cinque donne – Dora Maar, Amelia Rosselli, Carol Rama, Maria Lai e Lisetta Carmi – prendono parola per l’ultima volta e dicono di sé, senza diritto di replica. «Mi sono appassionata alle parole e alle opere di alcune figure luminose del Novecento. Donne spesso rimaste in ombra o all’ombra di qualcuno. Ho studiato il loro lessico sino a “sentire” la loro voce, quasi che le avessi di fronte e potessi parlare con loro. Ho avuto infine desiderio di rendere loro giustizia. Attraverso la scrittura, naturalmente, non conosco altro modo», spiega De Gregorio. Lo spettacolo è prodotto da Teatri di Bari – Rodrigo e diretto da Teresa Ludovico. La musica dal vivo è di Erica Mou, cantautrice trentenne sempre più apprezzata sulla scena musicale italiana. Spazio scenico e luci sono di Vincent Longuemare.

Lina Sastri, fa ritorno in prima assoluta nel Giardino Paesaggistico Pastorale di Capodimonte (Porta Miano) alle 21, con la riscrittura di un grande classico, capolavoro dell’antichità. Da Euripide, “Medea per me”, questo il titolo scelto dalla Sastri, autrice e interprete, che vuole portare sul palco un “melodramma tragico”, con la collaborazione di Bruno Garofalo, l’accompagnamento di Ciro Cascino al pianoforte, la danza e la coreografia di Raffaele De Martino e la presenza di Federica Aiello nelle vesti di corifea. In scena un pianoforte, un dipinto di Kokocinsky che rappresenta una madre e i suoi figli, un danzatore-Giasone, una corifea, Medea. «Ho pensato a questa edizione di Medea per Campania Teatro Festival 2021, partendo dal testo, che avevo ridotto da Euripide, attingendo a varie traduzioni, essenzializzandolo, alcuni anni fa – scrive Lina Sastri – perché è da tempo che volevo farlo. Scoprii già in quella occasione la modernità sorprendente delle parole di Euripide e la profondità assoluta della sua conoscenza dell’animo umano». Una grande storia di amore e di morte, una storia anche di identità offesa e vilipesa, di umiliazione, di solitudine. Così, ancora, la Sastri su Medea: «La conosco, l’ho sempre inseguita, la capisco, la temo, ho pietà e affetto per lei, per la sua solitudine, per il suo senso di colpa terribile, per il suo dolore… Vorrei consolarla, ma è impossibile. Conosco bene la sua ira, così funesta agli altri e a se stessa, il suo sentirsi esclusa, l’immenso desiderio di essere amata, la ferocia terribile del suo tenero cuore, del suo amore inappagato, tradito, vilipeso, l’umiliazione del tradimento, l’orgoglio ferito…. Umanissima nella sua divinità che mal si adatta alle vili strategie del calcolo, alla civiltà dei rapporti, al compromesso dell’utile. Generosa, fino al delitto. Straniera, in un mondo di servi del potere, eppure candida, di fronte al narcisismo e all’egoismo estremo dell’uomo amato». E infine, su Euripide: «Grande Euripide, profondo conoscitore dell’animo umano, senza le ambiguità della psicologia e della ragione, che raggelano la natura, le passioni e l’intelligenza. Meraviglioso Euripide. Tutto, con lui, è già stato scritto».

È un tributo a 26 donne – le 26 migranti “presumibilmente nigeriane”, tra i 14 e i 18 anni, trovate morte a bordo della nave spagnola Cantabria che nel 2017 attraccò al porto di Salerno con a bordo quattrocento migranti salvati nel Mediterraneo – l’incontro della sezione Letteratura ospitato alle 19 nella Manifattura della Porcellana di Capodimonte (Porta Miano), “26 – Tribute To The Twenty-Six Dead Women” con Giancarlo Cavallo, in collaborazione con Casa della Poesia di Baronissi 25 anni.

Il Campania Teatro Festival diretto da Ruggero Cappuccio fa tappa anche nell’avellinese. Nell’Anfiteatro romano di Avella alle 21, “Come suona il caos”, di Capone & Bungtbangt, per la regia di Raffaele Di Florio. Capone & BungtBangt tornano con un live che unisce energia e contenuti. Sono i fondatori italiani della junk music, o musica ecologica, e i loro strumenti realizzati con materiali riciclati sono simbolo di creatività a costo zero: la Scopa Elettrica, una comune scopa con un elastico che suona come una chitarra elettrica, o la Buatteria, la batteria realizzata con bidoni di plastica e metallo dal suono anche più innovativo della batteria convenzionale. Il concerto di Capone & BungtBangt, un’iniezione di energia positiva, replicherà, sempre nell’ambito del Campania Teatro Festival, in Piazza Umberto I a Montesarchio (Bn) il 24 giugno. Programmato nella sezione Musica del festival, il ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto all’Ospedale Cotugno di Napoli.

CONDIVIDI L’ ARTICOLO
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email
  • Articoli correlati

    Ultime notizie