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Confartigianato: In Basilicata in tre mesi chiuse 889 imprese (186 ditte individuali)

POTENZA – Le incertezze dello scenario economico, tra attese sull’evoluzione della pandemia e prospettive di rilancio legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), influiscono sulla piccola e media imprenditoria. Secondo il report di Unioncamere – InfoCamere nel I° trimestre 2021 sono state 807 le nuove iscrizioni di imprese in Basilicata (500 a Potenza e 307 a Matera) a fronte di 889 cancellazioni (570 a Potenza e 319 a Matera). A riferirlo è Confartigianato in una nota a firma di Rosa Gentile, componente della Giunta nazionale. “L’elemento che ci preoccupa di più – sottolinea Gentile – riguarda le ditte individuali che nei primi tre mesi dell’anno segnano il decremento maggiore con 186 imprese scomparse (519 nuove iscritte e 705 cessate) a conferma dell’allarme che abbiamo lanciato: sono le microimprese quelle che vivono il rischio maggiore di soccombere ai colpi della pandemia. Accade infatti che le società di capitale segnano addirittura nella nostra regione un aumento di 139 unità (228 nuove iscritte e 91 cancellate). Questa tendenza  soprattutto  nel comparto artigiano, dove le imprese individuali sono la maggioranza, ci preoccupa di più”.

Di qui l’appello di Confartigianato: “le piccole e medie imprese, che rappresentano il 99,4% del sistema produttivo, hanno bisogno di sostegni straordinari per tutto il 2021 ma anche e soprattutto di un vero cambiamento delle condizioni di contesto con le riforme del fisco, della Pa, del mercato del lavoro, del welfare”.

“Nel 2020 – sottolinea il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – hanno chiuso 79mila aziende artigiane e quest’anno il 32% dei piccoli imprenditori è a rischio sopravvivenza. Il Recovery Plan è l’occasione per rilanciarne l’attività e accompagnarle nella nuova economia post Covid sia con misure strutturali di riduzione della pressione fiscale e semplificazione degli adempimenti burocratici, sia facilitandone l’accesso a nuovi strumenti di finanza d’impresa, alla ricerca e ai progetti di innovazione digitale e tecnologica, di transizione ecologica e di internazionalizzazione, agli interventi per la formazione e il trasferimento d’impresa e di competenze ai giovani, a partire dal rilancio dell’apprendistato quale canale privilegiato di ingresso nel mondo del lavoro”.

In particolare, il Presidente di Confartigianato ha richiamato l’attenzione sulla necessità di investimenti in infrastrutture materiali e immateriali di collegamento delle persone, delle merci e delle informazioni, e ha chiesto la proroga del superbonus 110% a tutto il 2023, estendendolo a tutti gli interventi e tipologie di edifici e rendendolo stabile negli anni successivi pur riducendo le percentuali di detrazione.

“Per tutto il 2021 – ha aggiunto il Presidente di Confartigianato – servono nuovi contributi a fondo perduto e misure per coprire le spese fisse. Va superato il criterio del ristoro circoscritto alla perdita di fatturato media di un solo mese del 2020 e il limite del 30% di calo di fatturato per accedere al contributo a fondo perduto. Altrettanto necessarie, secondo Confartigianato, nuove moratorie di pagamento dei finanziamenti e la proroga per tutto il 2021 di quelle in essere”.

Il Presidente Granelli ha sollecitato anche meno vincoli alle assunzioni e il superamento del blocco dei licenziamenti e una riforma del sistema di orientamento scolastico e professionale con il rilancio degli Istituti Professionali e degli Istituti Tecnici, investimenti sulle competenze professionali a cominciare dall’uso delle tecnologie digitali e puntando sull’apprendistato duale e professionalizzante.

 

 

 

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