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‘Credito, le imprese nel post Covid’, al via i seminari di Piccola Industria Campania

NAPOLI – Al via un ciclo di incontri e seminari informativi promosso da Piccola Industria di Confindustria Campania, presieduta da Pasquale Lampugnale, sui temi prioritari per le imprese in questa fase di ripresa post Covid. Il primo appuntamento è in programma lunedì 7 giugno alle ore 16, con un dibattito sul tema ‘Credito, le imprese nel post Covid’, dedicato al credito e alle misure di supporto alla liquidità delle imprese. Per registrarsi e seguire l’evento: us02web.zoom.us

L’emergenza sanitaria ha messo a dura prova il nostro tessuto produttivo, ma nonostante le difficoltà le PMI hanno sostanzialmente saputo resistere alla crisi. Ciò è stato possibile soprattutto grazie alle misure di garanzia messe in campo dal Governo che hanno consentito di evitare fenomeni di credit crunch verificatisi invece nella precedente crisi economica del 2012/2013.

La sfida oggi è intraprendere un nuovo percorso di crescita attraverso una rimodulazione delle misure di supporto alla liquidità delle aziende.

Ne discuteranno:

  • Pasquale Lampugnale Presidente PI Confindustria Campania,
  • Anna Del Sorbo Vicepresidente PI Confindustria Campania con delega al Credito e Finanza,
  • Fabiano Schivardi Professore di Economia e Prorettore alla Ricerca Luiss,
  • Francesca Brunori DG Area Credito e Finanza Confindustria,
  • Giuseppe Nargi Direttore Regionale Campania Calabria e Sicilia Intesa Sanpaolo
  • Felice Delle Femine Direttore Generale Banca di Credito Popolare

Modera Enzo Agliardi, giornalista.

“Il Covid ha colpito un tessuto produttivo italiano già fragile – spiega il presidente di PI Confindustria Campania Pasquale Lampugnale, tracciando lo scenario delle imprese campane – e lo ha fatto soprattutto nel settore servizi e nel Mezzogiorno e Centro Italia, più che nel Nord del Paese”.

Ad oggi, secondo un’indagine condotta dal Centro Studi Tagliacarne Unioncamere su un campione di 4.000 imprese manifatturiere e dei servizi tra 5 e 499 addetti, l’incidenza a livello nazionale delle imprese “fragili” (quelle cioè che nel triennio 2017/2019 non hanno introdotto innovazioni di prodotto, processo, organizzativa e di marketing, che non sono esportatrici e non hanno introdotto innovazioni digitali o adottato tecnologie 4.0) raggiunge ormai il 48% del totale.

Nell’automotive la crescita del primo trimestre 2021 è pari al 21%, ma se il dato viene rapportato a marzo 2019 le autovetture prodotte risultano in calo del 2 per cento nel mese e del 10.8% nel primo trimestre. Luci e ombre anche nell’agroalimentare, che esce dal 2020 con una riduzione del valore aggiunto pari all’1.8 per cento e sconta le chiusure della ristorazione e del brusco calo di consumi alimentari registrato per via dei lockdown.

Nel turismo, settore che rappresenta il 13% del Pil nazionale e che nel 2020 ha registrato 53 milioni di turisti sul territorio nazionale, nel primo trimestre 2021 si calcolano perdite pari a 8 miliardi. E l’Enit prevede una ripresa completa solo nel 2023. L’abbigliamento, infine, è tra i settori più colpiti dall’emergenza Covid, con 11 punti percentuali in meno rispetto al periodo pre-covid e con il calo che sale al 20% per pelletterie e calzature.

“L’emergenza Covid ha comunque accelerato alcuni settori – conclude Lampugnale -. Tra questi, c’è sicuramente l’e-commerce con un business da 30,6 miliardi di euro diviso tra prodotti (23,4 miliardi) e servizi (7,2 miliardi). Nel 2021 si prevede una crescita del 37% rispetto al 2020. Anche il food delivery ha generato durante la pandemia un fatturato interessante pari a 566 milioni di euro, con una crescita del 56% rispetto all’anno precedente, cifra che potrebbe raggiungere un miliardo di euro entro il 2024”.

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