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Cristina Bucciaglia: uno sguardo tra tradizione ed innovazione

di Luca Sorbo *

Non è semplice per un giovane autore proporsi in un contesto dove il rumore visivo delle immagini è assordante. Riuscire ad avere l’attenzione di un pubblico sempre più distratto e superficiale è una sfida da affrontare con il massimo impegno. Quando, però, si è sospinti dalla passione e si è disposti a seguire un percorso formativo serio ed articolato si può riuscire in questa impresa.

Cristina Bucciaglia ha il fare timido di chi nel mondo si sente un’intrusa, di chi ha la capacità di isolarsi per guardare il divenire dall’esterno, provando a cogliere il senso delle realtà che attraversa. Il suo guardare si ispira alla grande fotografia umanista francese, capace di isolare momenti di delicata verità. Ciroammare è un delizioso affresco della Napoli popolare che affolla i pochi lidi cittadini con situazioni tra il kitsch ed il comico. Un reportage che mostra la sua abilità tecnica al servizio di una cronaca godibile ed efficace. In Arcii de strada (monelli di strada) mostra la vivacità e la dolcezza di bambini zingari. Notevole è il lavoro Il tessuto dell’identità dove, attraverso il ritratto, mostra la personalità di alcuni disabili. In Pietas sessana si confronta con uno dei temi classici della tradizione fotografica italiana, le processioni, e, in particolare, con la Settimana Santa di Sessa Aurunca, uno degli eventi religiosi più famosi in Italia. Qui il suo guardare cerca inquadrature insolite dense di atmosfere. Il sacro si mostra nella sua dimensione epica e la fotografia ferma gesti, espressioni, atmosfere sedimentate in tradizioni secolari.

Per la sua formazione alla Fondazione Modena si è confrontata con maestri come Mario Cresci e Tony Thorimbert che hanno preparato il suo percorso di laurea con Fabio Donato e gli altri docenti dell’Accademia di Napoli. Non perde occasione per conoscere fotografi importanti, vedere mostre, seguire incontri, ha un continuo desiderio di accrescere le sue conoscenze e raffinare il suo sguardo.

Cristina ha l’umiltà di chi sa bene che questo è solo un punto di partenza, che diventare un’autrice e una professionista in fotografia oggi è molto più complesso di prima, poiché la semplificazione della tecnica di ripresa richiede che tutta l’attenzione venga posta sulla qualità del pensiero visivo.

Cristina ha tutte queste qualità e aspettiamo che i suoi futuri lavori confermino queste prime brillanti esperienze.

(*) esperto in storia e tecnica della fotografia
già docente Accademia di Belle Arti

(Foto di Cristina Bucciaglia)

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