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Da Confcommercio “monitoraggio” su ristorazione e ricettività

POTENZA – “In provincia di Potenza (come in tutta la regione) Confcommercio attraverso le federazioni di categoria – fa sapere il presidente Fausto De Mare – continua a monitorare due settori in particolare: la ristorazione e la ricettività. Il “primato” di regione con il più alto numero di “positivi” per residenti preoccupa per il calo di consumi specie al ristorante. C’è un clima di scoraggiamento al pasto fuori casa. Si va verso la terza Pasqua di seguito in cui, per un motivo o per l’altro, la ristorazione dovrà fare i conti con pesanti limitazioni legate al Covid. Ma quest’anno al danno si aggiunge la beffa da un’annunciata uscita dall’emergenza che non pare valere per il settore della ristorazione, per il quale l’obbligo del Green Pass varrà fino al 30 aprile”.

“Se l’emergenza è finita, è finita per tutti. Non si capisce – sottolinea Confcommercio – con quale motivazione logica e scientifica si sia deciso di imporre ai gestori l’onere di controllare il Green Pass per altri 30 giorni, peraltro in una stagione cruciale per le attività del comparto turistico e della ristorazione quale è l’inizio della primavera, con la Pasqua alle porte”.

Dall’associazione di categoria si rimarca anche lo sbilanciamento tra costi e benefici in termini di prevenzione: “Dedicare tempo e personale a tale obbligo è un costo inutile, anche dal punto di vista sociale, in un periodo fortemente critico. – prosegue Confcommercio. Agli stessi titolari di attività che hanno pagato di tasca propria una serie infinita di spese per garantire la sicurezza dei propri clienti adesso si chiede di pagare la tassa di occupazione del suolo pubblico per gazebo e dehors all’aperto”.

Il provvedimento, come peraltro già sottolineato nei giorni scorsi da Fipe Confcommercio, va a colpire imprese, piegate da due anni di pandemia, da un aumento esorbitante dei costi dell’energia, delle materie prime alimentari, dall’assenza di flussi turistici e ora anche dalle drammatiche e ancora non del tutto prevedibili conseguenze che la guerra in Ucraina inevitabilmente riverserà sull’economia mondiale.

“A fronte di una situazione tanto complessa e difficile i ristoratori non possono essere gravati da obblighi inutili e dannosi. – afferma De Mare – Tutto ciò che il comparto chiede è di essere lasciato libero di lavorare per contribuire a uscire, una volta per tutte da questa crisi apparentemente senza fine. La burocrazia faccia un passo indietro, almeno questa volta”.

Sul fronte del turismo al cauto ottimismo delle scorse settimane tra gli albergatori si sta diffondendo una forte incertezza. Non tutte le prenotazioni pasquali dal centro-nord sono state confermate, mentre per il turismo di prossimità (in gran parte pugliese) a Melfi, nell’area del Vulture, a Castelmezzano-Pietrapertosa e in Val d’Agri, la situazione dovrebbe essere migliore per la permanenza media di una notte in albergo e le prenotazioni dei pranzi di Pasqua e Lunedì dell’Angelo.

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