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Dall’Emilia con amore: Adoro Napoli, ma al Sud poche opportunità

di Flavio Pagano *

Il “presunto innocente” di oggi è il rapporto fra Nord e Sud: al di là degli stereotipi, non c’è dubbio che l’economia del Mezzogiorno sia in ritardo rispetto al resto del Paese, così come le opportunità per i giovani di trovare lavoro e di fare carriera. Giulia Donnarumma, 27 anni, laureata in lettere, modenese di nascita e campana di origine, non ha dubbi: la meritocrazia è tutto. E sul Sud, specie sulle ragioni che frenano il suo sviluppo imprenditoriale, esprime un parere severo.

“Mi sono laureata all’Università di Bologna”, ci racconta, con un sorriso solare che non l’abbandona mai: “Amo scrivere, e ho sempre voluto fare la giornalista. Per un anno ho lavorato in una testata giornalistica del Quotidiano Nazionale. All’inizio del 2020 sono entrata in Confapi Emilia (l’associazione delle piccole e medie imprese di Bologna, Modena, Parma e Reggio Emilia, che fa capo a Confapi nazionale), come referente dell’ufficio comunicazione. Racconto storie aziendali, curo l’ufficio stampa e i nostri social media. Abbiamo più di 400 aziende associate, un pozzo di storie da raccontare e di risorse da indirizzare. Prima di cominciare questo lavoro, non ero consapevole dell’importanza enorme delle piccole e medie imprese per l’economia del nostro Paese, né di quante sfide dovessero affrontare ogni giorno. Noi le rappresentiamo sui tavoli nazionali, seguendole in ogni passo. Sono in Confapi Emilia da poco tempo, ma il carico di responsabilità che mi è stato affidato è notevole. E ringrazio moltissimo chi mi ha dato fiducia, perché si parla molto di valorizzare i giovani e le loro competenze, ma alla fine tutto dipende dal team in cui si lavora, dalla dirigenza. Dov’è scritto che la gavetta dev’essere per forza interminabile? All’impegno dei giovani devono corrispondere opportunità reali e la guida di una mente esperta: dare spazio al talento è la strada vincente. In Confapi Emilia ho trovato questo e molto altro.”

Come vede il rapporto Nord-Sud: “Mio padre è originario di Portici. Amo molto Napoli, una città che mi ammalia. Adoro la gente del Sud e come ti fa sentire. Mia mamma dissentirà ma, se devo scegliere tra un piatto di tortellini e una mozzarella di bufala, scelgo la bufala! Credo molto nei legami di sangue e nel richiamo delle origini. C’è una frase della scrittrice italostatuniteste Claudia Durastanti che mi piace particolarmente: ‘Siamo l’eco di una mitologia anteriore’. Quando ero più piccola ho fatto volontariato con Libera, a Scampia. È stata un’esperienza incredibile, non solo per la dissoluzione di molti pregiudizi che mi portavo dietro, ma soprattutto per le belle persone che ho conosciuto, impegnate anima e corpo nel raggiungimento del proprio obiettivo. Anche se non si iniziava a lavorare prima delle 10… Se mi proponessero di trasferirmi al Sud credo che sarei tentata di accettare solo per il clima, il mare e il buon cibo. Lavorativamente parlando, invece, il Sud secondo me si porta dietro secoli di scelte sbagliate fatte dalla classe politica, che lo penalizzano tuttora. Finiremo mai di parlare di ‘Questione meridionale’? Da tutto questo è conseguita una cultura del lavoro adagiata sulla mancanza di opportunità. Credo sia un peccato, e penso a quanti giovani del Sud migrano al Nord per motivi di studio o per cercare uno sbocco professionale. C’è ancora tanto da fare, per il Sud e per le nuove generazioni. Confido in un futuro in cui un giovane imprenditore potrà aprire un’azienda con facilità e con l’appoggio delle Istituzioni, al Nord come al Sud. Staremo a vedere…”

(*) scrittore

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