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D’Anna (ONB): Biologi fuori dal PNRR, Brunetta provveda a colmare grave lacuna

ROMA. “Abbiamo appreso, con vivo stupore, dell’esclusione della figura del Biologo dal novero dei professionisti che gli enti locali possono assumere per dare attuazione ai progetti del PNRR. Speriamo si possa presto rimediare a questa grave lacuna”. Lo dichiara, in una nota, il senatore Vincenzo D’Anna, presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi, secondo il quale: “nel ricordare che il PNRR si incentra prevalentemente intorno al progetto della transizione ecologica, è del tutto paradossale che, per la trattazione delle problematiche legate all’ambiente, si sia esclusa la figura professionale che più di tutte ha specifiche competenze in questo ambito”.

Per D’Anna “giova ricordare che la teoria one health, propugnata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, lega indissolubilmente l’ambiente alla salute dell’uomo e che l’epigenetica e la nanotossicologia hanno dimostrato, attraverso studi biologici, che la tutela della salute è intimamente connessa alla salubrità dell’habitat in cui gli esseri umani vivono”. Prevedere, pertanto “l’inserimento di altre figure (geologi, agronomi, ingegneri, architetti, ecc.) escludendo i Biologi” è, secondo il presidente dell’ONB “un atto di autolesionismo che può limitare la buona riuscita sia dei progetti, sia degli effetti benefici che questi stessi progetti dovrebbero apportare. Speriamo si sia trattata ‘solo’ di una colossale dimenticanza da parte dei tecnici del ministero della Funzione Pubblica nonché degli altri ministeri interessati (Salute e Ambiente). Chiediamo pertanto al ministro Brunetta di colmare questa lacuna dando l’opportunità agli enti locali di utilizzare la figura del Biologo di Comunità ovvero quella di un professionista duttile e poliedrico nelle sue competenze, tutte afferenti alla trattazione delle problematiche legate alla salute ed al risanamento ambientale”.

“Ci dichiariamo fin d’ora disponibili per dare il massimo sostegno alle progettualità del PNRR, alla condizione di esserne però legittimati entrando a far parte delle équipe professionali previste per l’attuazione del piano stesso” conclude il presidente dell’Ordine dei Biologi.

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