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di Luca Sorbo *

Per quale motivo realizzare un libro fotografico? Perché aggiungere ancora rumore visivo alla furia di immagini da cui siamo circondati? Oggi davvero prima di scattare una fotografia, organizzare una mostra o produrre un libro è necessario interrogarsi sulla sua necessità.
Sono sicuro che questo quesito è stato presente sia nella fase di ideazione che di realizzazione nella mente di Lorenzo Leone, un giovane architetto che vive con serietà e impegno la passione per la fotografia. Sono sicuro di questa consapevolezza perché tutte le scelte effettuate sono di grande qualità.

Il soggetto con cui si è confrontato sono le discoteche chiuse a causa del covid. Fotografate con la le luci di sicurezza diventano un luogo emblematico del blocco che si è avuto per la pandemia. Luoghi per eccellenza deputati al divertimento, al rumore, alla confusione, fotografati vuoti e silenziosi, sono quasi irriconoscibili. Questo straniamento è metafora efficace del nostro straniamento interiore durante il lockdown: in fondo tutti noi abbiamo dovuto vivere con le sole luci di sicurezza, rinunciando a tanta parte della nostra quotidianità.

Lorenzo in questo sua ricerca visiva ha cercato dei punti di riferimento importanti con cui confrontarsi. Negli anni ’70 del Novecento due maestri della fotografia italiana come Gabriele Basilico e Massimo Vitali si erano immersi nel mondo delle discoteche per comprendere le loro dinamiche sociali e culturali. Il lavoro è un’esplicita citazione del libro “Disco to disco” (Milano, Charta, 2007) che raccoglie le immagini realizzate dai due grandi fotografi alle loro prime esperienze sulla popolazione del dancing e delle discoteche. Nel volume vi è un dialogo molto interessante con Massimo Vitali che ricorda la complessità di quella indagine fotografica. È da questa sapienza culturale e visiva, che ha guidato ogni scelta di Lorenzo, che ha avuto come risultato finale un libro fotografico di piccole dimensioni, ma che si impone allo sguardo per la sua essenzialità. La grafica, curata da Giulia Boccarossa, sa essere accattivante nella copertina e disorientante nell’impaginazione, poiché nella piena doppia pagina è di difficile lettura il soggetto. Questa difficoltà nel riconoscimento dei luoghi obbliga lo spettatore a una fatica per comprendere il senso di ciò che osserva. Le foto non hanno nulla delle immagini dei social, non sono né contrastate né saturate. In questa difficoltà vi è una forza rivelatrice delle possibilità estetiche del fotografare che non sempre deve assecondare le aspettative della maggioranza. In questo porsi con uno sguardo medio, senza alcuna forzatura vi è una grande fiducia nel mezzo fotografico che sa trovare una sua originalità quando ritrova la sua origine di impronta di luce senza alcun artificio.

Nei testi vi sono anche una serie di riflessioni sull’importanza delle discoteche e sulle loro caratteristiche architettoniche. Gli autori sono Raffaele Vertaldi , Frankie Hi-Nrg Mg, Diana Donzelli, Marinella Contestabile e Raffaele Attanasio, oltre al dialogo su Skype con Massimo Vitali.

Lorenzo Leone ha già prodotto altre ricerche visive che non si sono tradotte in un libro e quindi sono sicuro che ci saranno altre sue pubblicazioni che si nutriranno sempre di questa sapienza, essenzialità e necessità.

Il volume è stato realizzato in sole 90 copie e per acquistarlo è necessario rivolgersi direttamente all’autore.

(*) esperto in storia e tecnica della fotografia
già docente Accademia di Belle Arti

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