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Facciamo il punto sullo stato di attuazione del PNRR

di Ferdinando Capuozzo (*)

La Corte dei Conti nella relazione semestrale del 2022 sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha messo in evidenza luci ed ombre.

Se da un lato le Amministrazioni Centrali dello Stato hanno reagito positivamente al primo impatto con il PNRR, meno hanno fatto le Amministrazioni Locali titolari diretti dell’attuazione degli interventi.

La Corte dei Conti si è limitata a valutare il primo semestre dell’anno in corso ma un giudizio complessivo, alla luce anche degli effetti delle tensioni sui prezzi e quindi dell’inflazione, si potrà dare a fine anno.

Rispetto alle previsioni iniziali, infatti, sono sorti molti elementi di incertezza legati al rincaro delle materie prime, oltre che dei costi per l’approvvigionamento dei servizi energetici. Queste incertezze sono destinate a far avere conseguenze di non poco conto sull’attuazione del PNRR perché destinate ad influenzare, inevitabilmente, il rialzo dei costi di realizzazione dei progetti stimati più bassi, nel momento in cui il Piano è stato scritto ed approvato dall’Unione Europea.

A livello locale un tema particolarmente delicato è rappresentato, invece, dalla necessità di rafforzare la capacità amministrativa degli Enti Locali a migliorare l’assistenza tecnica ed il supporto agli uffici in un momento delicato poiché scarseggiano le risorse umane, in quantità e qualità, per affrontare un complesso periodo di gestione di grandi risorse disponibili.

Gli Enti Locali, per la maggior parte titolari degli interventi, paradossalmente, fanno fatica a spendere i fondi provenienti dall’UE. Ciò dimostra che la maggiore disponibilità di risorse finanziarie di per se è una condizione indispensabile ma non sufficiente ad assicurare che si possa, nei tempi stabiliti, raggiungere le finalità ultime di ogni intervento declinati dal PNRR nelle sei Missioni e nei sedici componenti ad essi riconducibili.

Ma vi è di più. E’ indispensabile mettere in campo interventi complementari sul funzionamento delle strutture che saranno realizzate per poter poi essere in grado di erogare servizi adeguati ai cittadini, soprattutto nelle aree più depresse del nostro paese, al fine di superare le multiformi debolezze strutturali alla base delle insoddisfacenti prestazioni della nostra economia negli ultimi trent’anni.

Ma i tempi ristretti dettati dall’Europa non ammettono rallentamenti e per questo è necessario attivare rapidamente “apposite task force centrali ma anche territoriali” di esperti che possano dedicarsi al supporto tecnico specialistico degli operatori.

Il percorso, alla luce anche del delicato momento che attraversiamo, appare arduo e difficile ma per questo occorre, ancora con più forza, essere pronti ad utilizzare questa opportunità al fine di migliorare la qualità della vita delle future generazioni.

(*) commercialista

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