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Fallimento Alto Calore, Cgil: Drammatica beffa sull’acqua bene comune
AVELLINO – “La Cgil di Avellino, con le categorie, lotta da sempre per l’acqua come bene comune. E così, come avevamo già detto in tempi non sospetti anche per la gestione del PNRR e delle infrastrutture – si deve adesso aprire una discussione con la Provincia e con gli enti locali soci sulla gestione del Servizio Idrico Integrato in provincia di Avellino nel Sub ambito Calore, per provare a fare una Newco”. Lo afferma Franco Fiordelisi, segretario generale Cgil Avellino.
“Avviare un confronto, anche se in ritardo, è ancora utile visto quello che sta accadendo con i Cgs e  in  Alto Calore – prosegue Fiordelisi -. Cose temute e dette dalla Cgil ormai molti anni fa, con la gestione D’Ercole-Abate, e poi De Stefano per un concordato che mettesse in sicurezza la gestione pubblica complessiva della risorsa idrica”.
“Oggi dobbiamo rincorrere e come detto nel decennale del referendum sull’Acqua bene comune chiediamo alla provincia, socio, e a tutti gli altri enti di prevedere un’azione concertata per tutelare i lavoratori e la risorsa con una società pubblica – continua il segretario  generale della Cgil Irpina -. Che lasciando da parte vecchie logiche recuperi le competenze e operi in Economia, efficienza ed Efficacia, per il bene del territorio che della risorsa acqua ha ampi giacimenti ma ha avuto una bruttissima gestione”.
“Da questo – conclude Fiordelisi – sollecitiamo una discussione Politica ampia e sincera per riaffermare il Diritto all’Acqua pubblica ma anche alle opportunità offerte da una buona gestione del servizio idrico in termini di utilità per i cittadini, di attività in infrastrutture, tutela ambientale e lavoro dignitoso”.

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