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Franceschini: Sostegno al cinema centrale nelle politiche per la ripartenza

ROMA – “La portata degli interventi contenuti nel Recovery e quanto fatto in questo anno confermano che c’è una scelta dello Stato sul cinema come politica industriale: non è più solo un tema legato alle politiche culturali, c’è ormai la convinzione che investire in questo settore dia un contributo centrale alla crescita e alla ripartenza economica del Paese”. Così il Ministro della cultura, Dario Franceschini, intervenuto all’incontro ‘Ritorno al Cinema – La promozione, il prodotto, il sostegno del MIC’, iniziativa promossa all’interno delle Giornate Professionali di Cinema “Reload”, organizzate da Anec in collaborazione con Anica, sulla ripartenza del mercato cinematografico.

“Gli interventi di sostegno alle sale cinematografiche continueranno anche per quelle che hanno riaperto e stiamo ragionando su un meccanismo di incentivo per chi riapre, perché è giusto differenziare per spronare le sale a riaprire. Tutte le attività vanno aiutate – ha proseguito Franceschini – ma ci sono alcuni settori che hanno un valore sociale aggregativo, soprattutto nelle piccole località, come una libreria o una sala cinematografica”.

“Per quanto riguarda la finestra dei trenta giorni tra la prima uscita in sala e quella in piattaforma non voglio assolutamente che sia una misura imposta – ha dichiarato il ministro – sono pronto a rivedere questa misura transitoria e vi invito a stipulare un accordo tra le parti che non appena raggiunto sarà mia premura ratificare con decreto ministeriale”.

“Sul coprifuoco – assicura Franceschini – verificheremo l’andamento dei contagi a metà maggio e in quel momento si vedrà l’impatto che hanno avuto le misure per la ripartenza. Se i dati andranno bene andremo verso una nuova stagione di riaperture che dovremmo accompagnare da sostegni, aiuti e misure innovative e coraggiose” ha concluso il Ministro.

Il Ministro, intervenendo al question time a Montecitorio, ha anche parlato della difficile situazione occupazionale nel settore dello spettacolo: “Le vicende di questi mesi hanno permesso di censire, come non era mai avvenuto prima, tutto quell’arcipelago complicato di professionalità e di contratti di lavoro intermittenti, precari e non garantiti per i lavoratori dello spettacolo dal vivo. Per la prima volta, attraverso l’erogazione delle misure di emergenza – dice Franceschini -, abbiamo un censimento chiaro di questo mondo, anche grazie all’indagine conoscitiva che ha completato la VII Commissione della Camera: un documento importante che si integra con le numerose proposte di legge sull’argomento già depositate nei due rami del Parlamento”.

“Grazie a questi documenti – aggiunge il Ministro – il ministero della Cultura e il ministero del Lavoro stanno lavorando a un provvedimento che il più in fretta possibile intervenga su tutte le anomalie e le carenze dal punto di vista del trattamento previdenziale, delle coperture assicurative, delle anomalie dei contratti di lavoro per il settore dello spettacolo dal vivo. Come i requisiti all’accesso pensionistico, che spesso sono troppo stringenti, le indennità di maternità e paternità, quelle di malattia. Anche in ragione della natura discontinua di questi lavori, vogliamo prevedere, sulla base dell’esperienza francese, una forma di sostegno per i momenti in cui non si lavora e un bonus contributivo per il 2020-21, i due anni in cui non è stato possibile versare i contributi sufficienti per maturare la copertura pensionistica. Stiamo lavorando – conclude Franceschini – perché si possa inserire questo documento nel primo intervento legislativo utile al vaglio del Parlamento”.

 

 

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