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Green Pass, Confartigianato: Chiarire problemi interpretativi e applicativi

POTENZA – A pochi giorni dall’ applicazione del Green Pass sui luoghi di lavoro Confartigianato evidenzia la necessità di “chiarire e semplificare i rilevanti problemi interpretativi ed applicativi per le piccole imprese, in particolare per i controlli sul possesso del green pass e gli aspetti di tutela della privacy”.

“Il nostro Presidente Marco Granelli, in proposito, è stato chiaro – spiega Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale Confartgianato – noi siamo consapevoli che è la soluzione per garantire la continuità delle attività economiche, consentire al Paese di ripartire in sicurezza, accelerare la campagna vaccinale e scongiurare ulteriori restrizioni, ma ci sono problemi da chiarire e risolvere, come i casi di dipendenti che operano fuori dall’azienda, come nel settore delle costruzioni o dell’autotrasporto. Un altro aspetto da risolvere: oggi il datore di lavoro, per le disposizioni in tema di privacy, non può conoscere la data di scadenza del green pass del proprio dipendente. Andrebbe prevista una deroga, per evitare di controllare ogni giorno la validità del green pass dei lavoratori. E ancora, la disposizione che consente alle imprese con meno di 15 dipendenti di sostituire il lavoratore sospeso e la cui finalità è quella di introdurre un regime di miglior favore per le piccole imprese. Tuttavia, anche qui ci sono molti problemi applicativi: a partire dalla durata troppo breve della sostituzione e che non consente alle piccole imprese di trovare una adeguata soluzione ad una prolungata assenza ingiustificata del lavoratore privo di green pass.

Confartigianato «cerca di far prevalere il buonsenso tra gli addetti delle imprese artigiane che ancora non si sono vaccinati e che non vorranno neppure fare il tampone». «Questo rifiuto metterà in difficoltà loro stessi e chi li ha strumentalizzati. I danni pesantissimi già causati dalla pandemia non possono essere aumentati dai “no” a tutto ad ogni costo. La violenza esplosa nelle manifestazioni dei “no green pass” con l’assalto alla Cgil a Roma è da condannare con fermezza». Il sistema deve essere in parte rivisto: ad esempio «si potrebbe semplificare la verifica del green pass permettendo al datore di lavoro di registrarne la scadenza, passando da una verifica giornaliera ad una periodica, più gestibile».

«Auspichiamo – continua – che sia il governo che la regione facciano uno sforzo aggiuntivo sull’eventuale problema della mancanza di tamponi. Bisogna strutturare un sistema di punti prelievo, tenendo conto degli orari e delle esigenze dei lavoratori». Serve strutturare per tempo un sistema di punti prelievo adeguato alla richiesta, nel numero e nella dislocazione e, soprattutto, è necessario prevedere orari compatibili con le richieste dei lavoratori, affinchè possano effettuare il tampone.

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