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I gioielli più preziosi vincono la sfida della crisi: al Tarì le 4 giornate di Open

MARCIANISE (Ce) – E’ la grande rivincita dell’alta manifattura del gioiello il trend vincente della edizione di Open, il salone della gioielleria appena concluso al Centro orafo il Tarì, a Marcianise.

Artigianato, qualità, creatività, ma anche innovazione e ricerca rappresentano la ricetta vincente che, in modo corale, le aziende partecipanti hanno messo in campo per raggiungere, e mantenere, le aspettative sempre più alte del mercato. E i risultati della quattro giorni appena conclusa sono stati premianti, per presenze e risultati.

“Il nostro mondo di riferimento è cambiato, assestandosi su livelli che rappresentano sempre più una sfida per il nostro comparto manifatturiero – dichiara il presidente Giannotti -. La forbice dei consumi si allarga sempre più, e per noi gioiellieri rappresenta una sfida che accettiamo con entusiasmo, certi come siamo delle competenze e delle professionalità che il Tarì rappresenta”.

A fare da protagonista di questa edizione di Open è stata l’alta gioielleria. Nelle vetrine delle aziende partecipanti hanno dominato diamanti fancy, smeraldi, zaffiri e rubini di dimensioni e purezza straordinari, manifatture di estrema ricercatezza. “Il mercato richiede sempre più alta qualità, pezzi unici, design raffinato, e le nostre aziende puntano a portare il livello della propria produzione sempre più in alto” .

Fondamentale, da questo punto di vista, la integrazione tra formazione di eccellenza, tradizione familiare e sistema di filiera: tre punti di forza che da sempre rappresentano il valore aggiunto del Centro orafo. A rappresentarli, in questi giorni, la presentazione di un interessante Progetto dedicato al Mondo degli artigiani, che racconta, attraverso un suggestivo filmato che raccoglie le loro testimonianze, l’evoluzione in chiave contemporanea di un mestiere tanto tradizionale quanto innovativo. Accanto al video, una particolare mostra intitolata, non a caso ARTI.

“Questo Progetto rappresenta non solamente la grande creatività e la straordinaria professionalità delle aziende del Centro – spiega il presidente Vincenzo Giannotti – ma testimonia concretamente anche il vero fattore distintivo del Tarì. Ogni gioiello è il risultato di un complesso lavoro di squadra, in cui tutte le fasi, anche quelle meno note, sono essenziali per il raggiungimento di un risultato finale di eccellenza. Per questo motivo abbiamo selezionato gioielli che nascono e sono interamente realizzati nel Tarì: dall’idea creativa allo sviluppo del progetto, alla selezione delle pietre preziose, alla prototipazione o realizzazione del modello, fino ad arrivare alle fasi tecniche di fusione, incastonatura e pulitura, ovvero il procedimento finale in cui il gioiello acquista tutto il suo splendore ed è finalmente pronto per prendere posto in vetrina. Una storia incredibile, che richiede la partecipazione di professionalità diverse, complesse e uniche, presenti solo al Tarì. Oggi, questo immenso patrimonio è appannaggio di moltissimi giovani – conclude Giannotti -. Spesso è un’eredità familiare, ma quasi sempre passa attraverso lunghi periodi di alta formazione professionale e di specializzazione, per i quali la Scuola orafa del Tarì rappresenta un punto di riferimento non solo unico, ma apprezzato sempre più a livello europeo”.

Le 500 aziende partecipanti, tra soci ed espositori ospiti, hanno espresso grande soddisfazione sui risultati degli incontri, che segnano un definitivo e incoraggiante ritorno ai numeri pre-pandemia. Superate le 25.000 presenze nei 4 giorni, che confermano le positive aspettative del settore sulla ripresa dei consumi, con la partecipazione di migliaia di dettaglianti provenienti da ogni regione d’Italia.

Forte la partecipazione internazionale, con buyers provenienti da oltre 20 paesi europei e del bacino mediterraneo. Gli incontri internazionali sono iniziati già nella giornata di giovedì e proseguiranno nei prossimi giorni sulla piattaforma di business online Fiera 365, in collaborazione con ICE Agenzia.

In occasione dell’evento di apertura, sabato mattina, alcune testimonianze importanti della cultura, della creatività e della innovazione digitale. Ospiti del Tarì Lello Esposito, artista napoletano noto in Italia e all’estero per le sue iconiche opere pittoriche e scultoree, fortemente legate alla tradizione partenopea, Carla Felicissimo, designer di alta gioielleria, docente storica della Scuola orafa del Tarì e oggi impegnata nella produzione creativa dei più grandi brand internazionali di gioielli e orologi e Giorgio Ventre, Direttore Scientifico della iOS Developer Academy, creata dalla Federico II in collaborazione con Apple.

Con la Apple Academy proprio in questi giorni il Tarì si appresta ad intraprendere una importante collaborazione, volta ad introdurre nelle aziende orafe del Centro, che Giorgio Ventre ha efficacemente descritto come un “ecosistema dell’innovazione”, sempre maggiori stimoli, attraverso la creazione di un incubatore di start up.

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