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Intesa GESAC-DAC per testare un velivolo elettrico a decollo verticale

NAPOLI – Si vola, verso il futuro, nonostante l’allerta meteo. Perché quando due eccellenze della Campania incrociamo i propri percorsi, tutto è possibile. E’ martedì 22 novembre e in una saletta hi tech dell’aeroporto di Capodichino GESAC e DAC -Distretto aerospaziale della Campania danno il via al decollo dell’intesa destinata a dare un robusto impulso all’industria della produzione di velivoli leggeri.Si tratta di un accordo per fare in modo che i test sperimentali di un prototipo di veicolo elettrico di nuova generazione, ad atterraggio e decollo verticale, si possano effettuare nell’aeroporto in costruzione a Salerno, allo scopo di alleggerire il trasporto di beni e persone nelle zone urbane e periurbane.

Il Dac mette dunque a disposizione il know how di un gruppo di aziende per il realizzare il progetto DIVA ((DIstruptive Vertical high density thrust HDT Autoplane), vale a dire la costruzione di un velivolo elettrico a decollo e atterraggio verticale, di 4 posti, capace di volare a una velocità massima di 100 km orari e ad un’altezza massima di 500 metri. Il Dac ha vinto un bando competitivo della Regione Campania dal valore di 1 milione e 700mila euro, le aziende concorrono per il 30 per cento circa con loro risorse. E non è un elicottero perché privo di eliche esposte e pertanto più sicuro all’interno di centri abitati. E’ provvisto si rotori interni e quindi, non avendo eliche esterne, è più sicuro e meno impattante sotto il profilo acustico. La sua elevata densità di spinta non necessita di effetto suolo come gli hovercraft. In sostanza si tratterà di un “autoplano” con un corpo motore di diametro relativamente piccolo e quindi perfettamente integrato all’interno di una tipica carrozzeria automobilistica.

FILIERA IN PISTA

Ma quando cooperano due eccellenze imprenditoriali tutto diviene possibile, è con la firma del protocollo Gesac / Dac che finalmente si apre la prospettiva concreta di un utilizzo di una base logistica aeroportuale per la filiera aerospaziale campana, una delle più forti del settore in Italia. Un’idea che Luigi Carrino, il professore a cui si deve la nascita e lo sviluppo del network campano dell’aerospazio (197 soci diretti e indiretti, 26 grandi aziende, 19 centri di ricerca e università), persegue fin dai tempi in cui le scelte di politica e istituzioni nazionali preferirono l’aeroporto di Taranto-Grottaglie come destinazione per realizzare (nel 2006) le fusoliere e del piano di coda del nuovo Boeing 787, mentre nel maggio 2018 lo stesso aeroporto è stato individuato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e dall’ENAC per realizzare entro il 2020 il primo spazioporto italiano operativo per i voli suborbitali. “Oggi l’occasione per una inversione di tendenza viene dall’accordo con Gesac – sostiene Carrino – segnale diriconoscimento dell’importanza dell’aeronautica regionale, che è all’avanguardia in Europa”. Infatti costituisce da sola oltre il 20% del settore in Italia, con circa 1,2 miliardi di euro di fatturato, oltre 12 mila addetti e circa 200 aziende operanti in Campania che, grazie ad un elevato know-how, rappresentano un importante acceleratore di innovazione in campo tecnologico, industriale e culturale.

SPAZIO AI VERTIPORTI

Con il protocollo GESAC si impegna a cooperare come partner industriale, fornendo in particolare il supporto necessario per l’introduzione di della mobilità aerea in ambito urbano, affrontando le tematiche relative alle autorizzazioni e regolamentazione del servizio, regole e modalità di condotta del volo, oltre che alla valutazione della domanda su specifiche direttrici di traffico come la Salerno-Capri. “GESAC – spiega l’ad Roberto Barbieri – è attiva nel campo della ricerca della Mobilità Aera Urbana attraverso una cooperazione con l’azionista 2i Aeroporti, con SEA e con Skyports (leader a livello mondiale nello sviluppo di vertiporti), volta a sviluppare in Italia le infrastrutture dedicate alla Mobilità Aerea Urbana, i cosiddetti vertiporti, con particolare focus sulle regioni in cui sono presenti gli aeroporti del gruppo, tra cui – oltre a Napoli – Milano, Olbia, Alghero, Torino e Trieste. Del resto l’aeroporto di Salerno rappresenta un eccellente ambiente di test, sia per la sua posizione geografica, sia perché, una volta terminato, sarà in grado di offrire le migliori soluzioni logistiche e tecnologiche richieste da questo nuovo segmento di mercato”

MOBILITA’ SOSTENIBILE

Spazio, aeronautica e trasporto su ferro e su gomma si incroceranno sempre di più, dal momento che il futuro della mobilità dovrà essere sostenibile a livello ambientale alternativo rispetto al traffico cittadino raggiunge ormai livelli di congestione sempre maggiori. “Per questo – ripende Carrino – si guarda con fiducia al cielo delle nostre metropoli, che presto potrebbe essere attraversato da flotte di droni passeggeri e merci a motore elettrico, senza inquinamento e a basso costo. Va detto che secondo indagini accreditate l’83% dei cittadini europei vede di buon occhio l’avvio del servizio di voli aerei urbani tramite droni passeggeri a motore elettrico, o anche per la consegna di merci in città (fonte EASA). E Gli italiani sembrano i più entusiasti sostenitori dei servizi UAM, assieme agli spagnoli e agli ungheresi.

SPAZI DI MERCATO

Si apre quindi uno spazio di marcato di proporzioni ragguardevoli. Anche qui valgono dati e stime che il presidente del Dac riassume così: “Gli aerei elettrici a decollo e atterraggio verticali potrebbero globalmente potrebbe dare vita ad un mercato stimato in 23,21 miliardi di dollari entro la fine del 2028 (da 1,11 miliardi di dollari nel 2020)”. Il tasso di crescita medio annuo atteso da Fortune Business Insight per i prossimi sei anni è di un +23,1%. La ricaduta occupazionale di questa rivoluzione del mondo dei trasporti di persone e merci si traduce nella previsione che serviranno 60 mila piloti per apparecchi simili al Diva.

Guarda le slide dl progetto: Presentazione_Carrino_ConferenzaStampa

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