News
Le azioni possibili per ridurre il disavanzo del Comune di Napoli

di Ferdinando Capuozzo (*)

Gli ultimi due anni hanno fortemente condizionato il contesto economico e sociale del Paese. Le conseguenze hanno avuto un notevole impatto nella già precaria situazione degli Enti Locali.

La crisi pandemica non ha coinvolto solo l’aspetto finanziario ma ha anche investito il funzionamento dell’azione amministrativa che in parte è stata sopperita da una decretazione d’urgenza per far assicurare i servizi essenziali alla cittadinanza.

Ma occorre, adesso, guardare al futuro.

L’emendamento (ripiano disavanzo sede di capoluoghi di città metropolitane) in approvazione definitiva con la Legge di Stabilità e che riguarda anche il Comune di Napoli presenta dei caratteri innovativi che al momento sfuggono ai più.

Non è chiaro a molti che entro il prossimo 15 febbraio 2022 i Comuni interessati dal provvedimento devono siglare un accordo, con la Presidenza del Consiglio, attraverso il quale dovranno assicurare, per ciascun anno, risorse proprie, pari ad un quarto del contributo ricevuto, utilizzando un ventaglio di possibilità offerte dalla norma in questione che sinteticamente si riportano: aumento delle addizionali comunali, incremento di canoni di locazione e concessione, razionalizzazione partecipate, valorizzazione del patrimonio comunale, miglioramento della fase di riscossione, assumendo anche personale a tempo determinato, ridurre le spese delle locazioni passive, incremento degli investimenti attraverso utilizzo dei fondi PNRR, accorpamento di funzioni ed uffici al fine di contenere la spese del personale e degli oneri accessori ed infine, la possibilità di divenire ad accordi transattivi, per i debiti commerciali, al fine di ridurre la esposizione debitoria a seconda dall’anzianità del debito.

Per fare scelte la norma impone tempi stretti (sulla carta mancano 45 giorni al 15 febbraio) e sarebbe auspicabile capire in quale direzione intende andare l’Amministrazione. La norma permette molte soluzioni, ma anche di essere “dribblata”.
Sarebbe semplice aumentare solo l’addizionale comunale. In tal caso, a parte la valutazione di opportunità politica di tale scelta, non permetterebbe di creare le condizioni per gettare le basi di un intervento strutturale di cui il Comune di Napoli necessita.

Sarebbe altrettanto semplice tagliare i debiti commerciali. E qui ci sarebbe da valutare l’opportunità di fare scelte del genere, facendo ricadere sulle imprese, già in molti casi in precarie condizioni, sacrifici che potrebbero non essere sopportabili.

Occorre invece andare nella direzione di interventi strutturali, necessariamente.

Non è più tempo di interventi tampone. Occorre agire per risolvere i problemi oggi e gettare le basi, non solo per gettare le basi per ridurre gli impatti negativi a breve ma migliorare le condizioni strutturali della finanza comunale nel lungo periodo. Solo così si potrebbe interpretare al meglio l’opportunità offerta dall’emendamento alla Legge di Stabilità. In questo caso la norma non verrebbe “dribblata”, ma valorizzata.

Per fare ciò l’elemento essenziale su cui eventualmente incardinare l’impianto dell’accordo da siglare con la Presidenza del Consiglio è necessariamente migliorare la riscossione. La norma del resto permette di assumere anche personale a tempo determinato per incrementare tale vitale funzione.

Comunque appare urgente aprire un confronto sulle scelte da fare, il tempo stringe ed occorre agire con la piena consapevolezza degli effetti delle scelte che saranno messe in campo.

(*) commercialista

(ph. Simon Burchell / Licence Creative Commons)

CONDIVIDI L’ ARTICOLO
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email
  • Articoli correlati

    Ultime notizie