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Le “magnifiche invenzioni” della Napoli di fine ‘800

NAPOLI – “Le magnifiche invenzioni” di Mara Fortuna (Ed. Giunti, 389 pagg., € 18), in libreria dal 7 aprile, è un romanzo storico, ambientato a Napoli (il centro storico del Cavone e della Pignasecca, ma anche Posillipo, il mare e le sue ville, il teatro San Carlo e Chiaia) alla fine dell’800.

Una città che era capitale, non solo della musica, ma della cultura, dove si incontravano intellettuali e scienziati provenienti da tutta Europa. Etienne Jules Marey è uno di questi, fisiatra e studioso del movimento, inventore dello straordinario fucile fotografico e precursore del cinema. Sarà l’incontro con lui che aprirà nuovi orizzonti ai protagonisti di questa storia: Gaetano, giovane e promettente danzatore e il fratello Tunino, apprendista ferraro. Marey li condurrà nell’arco del tempo a esplorare nuove possibilità e a cambiare la propria vita, rispondendo al loro forte desiderio di riscatto sociale. Nella ricerca della propria strada i due fratelli sono affiancati da Philippe, un musicista francese e Apollonia una cameriera di casa Marey, anche loro in cerca di riscatto. Philippe, però, diversamente dagli altri non desidera un riscatto solo per sé, bensì per tutta l’umanità e aderisce alle idee anarchiche. Quindi le invenzioni magnifiche di cui parla il titolo sono il cinema, il volo e l’anarchia, l’utopia sociale perfetta.

Ma in questo romanzo non c’è solo Napoli, c’è anche la Parigi del 1889, una città in fermento, piena di gente proveniente da tutto il mondo, dove si è appena terminata la costruzione della tour Eiffel, e dove si inaugura l’ Exposition Universelle con una splendente illuminazione elettrica, i palloni aerostatici, il telefono e tante altre meraviglie. A Parigi i due fratelli capiranno definitivamente cosa vogliono, ma è al ritorno a Napoli, con i loro due amici, che ciascuno troverà la sua strada, anche se tra i quattro uno pagherà un prezzo altissimo per il suo desiderio di riscatto. Infatti, come annunciato dalla citazione in esergo da “Frankenstein” di Mary Shelley, “questo è un romanzo sul desiderio di realizzare le proprie visioni – dice Mara Fortuna -, dove visione è la capacità di guardare oltre, percorrendo sentieri mai battuti, cosa che porta inevitabilmente a correre dei rischi”.

Una storia, quindi, ambientata alla fine dell’ 800 che però parla di oggi, della necessità che abbiamo di “magnifiche visioni”.

Mara Fortuna
Le magnifiche invenzioni
Ed. Giunti, 2021
389 pagg., € 18

 

 

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