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Lidi di Castelvolturno, lunedì i sequestri al vaglio del Riesame

AVERSA (Ce) – Lunedì 3 maggio è fissata l’udienza del Riesame sul provvedimento di sequestro disposto dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere per dieci stabilimenti balneari sul litorale di Castel Volturno, ritenendo le loro concessioni scadute e accusando i titolari di occupazione abusiva di demanio marittimo, ritenendo invalida sia la proroga al 2020 che di quella al 2033, e in alcuni casi di mancato versamento dei canoni.

“Il Comune di Castel Volturno – sottolinea in una dichiarazione a MondoBalneare l’avvocato Luigi Roma, consulente legale di Assodemaniali Campania e difensore di tre concessionari – ha adottato una deliberazione di giunta comunale, la n. 85 del 29 dicembre 2020, nella quale si prende atto della validità dei titoli esistenti ‘ope legis’ fino a tutto il 2033, e se ciò non bastasse, il dirigente ha fatto lo stesso con la determinazione n. 489 del 29 dicembre 2020 con la quale ha avviato una procedura finalizzata alla richiesta di tale proroga e ha inviato una nota ai concessionari ove prendeva atto dell’articolo 1 della legge 145/2018 e dell’articolo 182 del decreto n. 34/2020, che prorogano la scadenza delle concessioni demaniali marittime al 31 dicembre 2033. Nonostante tutto ciò – prosegue l’avvocato -, ci troviamo di fronte a un’accusa dove, secondo la tesi del pm, i balneari indagati avrebbero dovuto procedere a un’immediata derelictio dei beni che l’autorità concedente mostra di considerare ancora affidati a loro, con ciò esponendosi addirittura al rischio di incorrere in responsabilità previste dal titolo concessorio: una sorta di spontaneo e immediato allineamento alla normativa europea che soltanto a loro – e non anche all’autorità concedente – dovrebbe ritenersi imposto dal quadro legislativo venutosi a stratificare con notevole difficoltà”.

Per l’avvocato Roma “è arduo insomma affermare che i balneari indagati continuino a occupare la porzione di arenile in questione esercitando un arrogante atto di forza nei confronti di un Comune che appare, per contro, del tutto acquiescente, piuttosto che nella legittima convinzione di avvalersi di norme di legge che sono state sì dichiarate incompatibili con la normativa europea, ma che nessun giudice civile o amministrativo ha disapplicato a seguito di una richiesta, il cui esperimento spetta pur sempre al Comune di Castel Volturno, di dichiararlo decaduto dal titolo concessorio che gli stessi propugnano con forza. Resterebbe incomprensibile la ragione per la quale gli stessi debbano subire una misura cautelare reale, pur vantando una serie ininterrotta di titoli concessori muniti di una loro intima coerenza con la legislazione statale”.

Gli indagati non trattengono l’area demaniale nella loro disponibilità in assenza di un qualsivoglia titolo o in forza di una concessione ‘naturalisticamente’ scaduta, cioè nonostante il pacifico decorso del suo termine di efficacia.

“In questo caso, comune a tutti gli altri esercenti nelle medesime condizioni – conclude l’avvocato Roma -, è una sovrapposizione di contenuti normativi a determinare, nell’opinione del pm, l’ormai risalente scadenza del titolo concessorio originariamente e validamente rilasciato in favore degli indagati: ma tale opinione non è affatto condivisa dal Comune di Castel Volturno quale autorità concedente. Lunedì cercheremo di convincere di questo anche il collegio”.

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