News
Lo Studio Trisorio: una storia d’arte dal 1974

di Luca Sorbo (*)

Dobbiamo sfogliare con pudore ed attenzione il volume edito dall’Electa, che in 565 pagine ripercorre la prestigiosa storia dello Studio Trisorio, una delle grandi gallerie d’arte contemporanea in Italia. È come un album di famiglia di dimensioni ottocentesche, ma che all’interno contiene le testimonianze di alcune delle pagine più importanti della storia dell’arte del Novecento e dei primi venti anni del Duemila. È bello constatare come alcuni eventi storici siano nati da sincere amicizie e passioni comuni e non da complesse strategie di marketing.

Lucia e Pasquale Trisorio, dopo una prima collaborazione nel 1970 con Lucio Amelio, aprono il loro spazio a via Riviera di Chiaia 215 nel 1974 con una mostra su Dan Flavin. Sono anni di grandi cambiamenti e ribellioni, l’arte cerca nuove strade che si nutrono di coinvolgimento del pubblico e di provocazioni. Il loro è più un agire da appassionati e da collezionisti che da mercanti d’arte.

Indimenticabile è l’opera di Vincent D’Arista nel 1975, Don’t step on me, in cui lega Pasquale Trisorio e lo obbliga a restare immobile per tutto il tempo dell’inaugurazione.

Una grande intuizione dello Studio Trisorio è comprendere fin dall’inizo l’importanza del ruolo della fotografia che all’epoca non era considerata e non veniva quasi mai presentata in galleria. Espongono i lavori di Luca Patella, Bill Brandt, Mario Cresci, Jan Saudek, Luciano D’Alessandro, Mimmo Jodice, Luigi Ghirri, Raffaela Mariniello, Helmut Newton, Luciano Romano, Martin Parr, Francesco Paolo Michetti a cura di Marina Miraglia e molti altri. Aprono uno spazio espostivo anche ad Anacapri all’interno della settecentesca Villa Orlandi dove soggiornano Cy Twombly e Joseph Beuys, che qui realizza la performance L’arte siamo noi, oggi nota in tutto il mondo. Nel 1996 si ha la prima edizione di ARTECINEMA che è stato un festival fondamentale per dare consapevolezza delle ricerche visive dell’arte contemporanea attraverso documentari d’autore.

Oggi la galleria, che ha ampliato i suoi spazi, vive, oltre che dall’impegno di Lucia Trisorio, dalla passione di Laura, che fin da adolescente ha seguito i genitori nelle fiere internazionali, costruendo i rapporti per ospitare artisti di grande spessore come Rebecca Horn ed Ettore Spalletti. Laura dice che “una virtù necessaria per un gallerista è il coraggio, cioè la fiducia nell’osare, nel credere fino in fondo. C’è però, bisogno di verità: la spinta interiore deve essere forte e sincera altrimenti non si regge agli urti ed alle grandi ed inevitabili frustrazioni”.

(*) esperto in storia e tecnica della fotografia
già docente Accademia di Belle Arti

Le fotografie:

  • Casa Trisorio, 1972 – Joseph Beuys, Klaus Staeck, Christos Joachimides, Lucia e Laura Trisorio, Lucio Amelio – foto di Gianfranco Gorgoni, courtesy Studio Trisorio
  • Vincent D’Arista, Don’t Step on Me, 1975 – foto di Mimmo Jodice, courtesy Studio Trisorio
  • Helmut Newton, Ritratto di Laura Trisorio, 1990, courtesy Studio Trisorio
CONDIVIDI L’ ARTICOLO
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email
  • Articoli correlati

    Ultime notizie