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Maggio della Musica: il Gomalan Brass Quintet reinterpreta l’Aida

PORTICI (Na) – Venerdì 11 novembre alle ore 20,15 nuovo appuntamento della stagione concertistica dell’Associazione Maggio della Musica che torna per la seconda volta a Portici, al Palazzo Reale, negli spazi eleganti del Galoppatoio Borbonico per una minirassegna nella rassegna denominata, Galop 22.

Protagonista della serata il Gomalan Brass Quintet, gruppo di ottoni estremamente eclettico, costituito da cinque raffinati musicisti: Marco Pierobon (tromba), Francesco Gibellini (tromba), Nilo Caracristi (corno), Gianluca Scipioni (trombone) Stefano Ammannati (tuba). Un gruppo che si destreggia con disinvoltura all’interno di un repertorio vastissimo che spazia dal rinascimento al melodramma e alla musica contemporanea, senza disdegnare incursioni nella musica leggera. “Un grande gruppo – ha detto di loro Zubin Metha – Virtuosismo e musicalità fuori dal comune”. Ed infatti ad appena due anni dalla fondazione, nel novembre 2001, si aggiudica il primo premio al Concorso Internazionale “Città di Passau” uno dei più prestigiosi riconoscimenti a livello mondiale nel campo della musica per ottoni.

A Portici presenteranno la loro personalissima rilettura di “Aida”, opera in quattro atti di Giuseppe Verdi, su libretto di Antonio Ghislanzoni andata in scena per la prima volta il 24 dicembre 1871 al Teatro dell’Opera de Il Cairo.

Una vera e propria sfida che il Quintetto lancia al mondo della lirica: vedremo, infatti, i cinque musicisti in abiti di scena suonare, cantare, interpretare, recitare, ballare l’opera trasformandosi di volta in volta in Aida, Radames, Amneris, il Faraone, Amonastro, in un rapido susseguirsi di arie, musica e prosa. Tutto questo non per ridicolizzare un capolavoro, ma per renderlo fruibile e comprensibile a chi non lo conosce (bambini compresi).

Quattordici arrangiamenti per quintetto d’ottoni dell’opera verdiana (preludio, marcia trionfale, ballabili, arie e duetti) collegati tra loro da scene mimate che introducono i pezzi chiusi e accompagnano l’ascoltatore nella fitta trama della vicenda. La regia mette in connessione l’esecuzione musicale con l’azione teatrale, in un gioco composto di quadri minimi che rimandano al cinema muto, e di momenti puramente musicali in cui gli strumentisti si muovono e agiscono da veri e propri personaggi dell’opera. Musica, danza e mimo sono gli ingredienti di questo divertissement che riesce ad essere comico e, allo stesso tempo serissimo.

Tutta l’opera come non si è mai vista (e sentita) in meno di un’ora.

Il Maggio della Musica, associazione presieduta da Luigia Baratti, dal 1997 opera sul territorio napoletano in collaborazione con la Sovrintendenza Speciale del Polo Museale e da due anni è sostenuta dalla BCC Napoli presieduta da Amedeo Manzo. Da quest’anno la direzione artistica è di Stefano Valanzuolo.

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