Privacy Policy Mauro Nemesio Rossi e la fotografia a Caserta negli anni Settanta ed Ottanta - Sud Notizie
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Mauro Nemesio Rossi e la fotografia a Caserta negli anni Settanta ed Ottanta

di Luca Sorbo *

Caserta negli anni Settanta ed Ottanta del Novecento ha vissuto una stagione culturale di grande interesse, che ha visto lo svilupparsi di iniziative nel campo della fotografia di livello nazionale. Uno dei protagonisti di questa felice stagione è stato Mauro Nemesio Rossi. Dipendente della Olivetti, ebbe la possibilità all’interno degli spazi dell’associazione ricreativa dell’azienda di occuparsi della sezione fotografia. Da questa nacque nel 1970 il Gruppo Fotografico Il Borgo a Casertavecchia, che era anche sede del festival Settembre al Borgo: questo consentiva al luogo di essere molto frequentato anche da un pubblico non locale. Il circolo si associò alla FIAF (Federazione Italiana Amatori Fotografia) e Mauro Nemesio Rossi fu il presidente. I soci realizzarono una camera oscura, organizzarono dei corsi e cominciarono ad allestire mostre che attirarono molti giovani della provincia, tra cui Antonio Biasiucci, che in seguito si sarebbe rivelato come uno dei più innovativi fotografi italiani, e Salvatore Di Vilio, che si sarebbe affermato come professionista ed autore.

Negli stessi anni la Kodak aprì uno stabilimento a Marcianise ed uno dei dirigenti era Peppe Alario, che ebbe un ruolo fondamentale per lo sviluppo della fotografia a Napoli ed in Campania dagli anni Settanta agli anni Novanta. Alario promosse anche l’attività del Gruppo Fotografico Il Borgo fornendo pellicole ed altre attrezzature. Avviarono contatti significativi con nomi importanti della fotografia italiana come Lanfranco Colombo, Giuliana Traverso, Paolo Monti, Giuliana Scimé, Gianni Berengo Gardin, Enzo Carli, Attilio Colombo, Angelo Schwarz.

Nel 1978 organizzarono gli Incontri Internazionali con la Fotografia in cui vennero presentati i lavori di Federico Patellani, Mimmo Jodice (Il culto ritualizzato dei morti a Napoli) e Fabio Donato (DE THEATRO).

Queste esperienze ed i tanti contatti convinsero i membri dell’associazione che era possibile avviare la pubblicazione di una rivista di cultura fotografica di livello nazionale. Con la collaborazione della tipografia Russo, che per rapporti di amicizia praticava dei buoni prezzi, ed essendo riusciti ad avere molti abbonamenti il sogno di realizzare una rivista di rilevante spessore culturale si realizzò. Il numero zero, dal titolo FOTOGRAFIA comparata, fu pubblicato nel settembre 1981 con la direzione di Mauro Nemesio Rossi. Per diversi numeri il direttore responsabile fu Peppe Alario, dato che era giornalista professionista. La redazione era composta principalmente da casertani con qualche apporto da Napoli. Ricordo solo Enzo Battarra, Giuseppe Coppola, Flavio Quarantotto, Fiorenzo Marino, Alberto Baldi e Lello Mazzacane. La pubblicazione della rivista fu discontinua. Furono prodotti otto numeri e l’ultimo venne realizzato nel dicembre 1987. La rivista si presenta in un formato quadrato di 20x20cm; l’impaginazione e la cura dei testi era interamente realizzata dalla redazione. I temi affrontati erano di notevole spessore culturale ed indagavano la natura della fotografia, il suo ruolo nella società contemporanea e vedevano sempre la presenza di autori tra i più innovativi dell’epoca.

Nel 1982 Il Gruppo fotografico Il Borgo organizzò a Palazzo Reale La Biennale Internazionale di Fotografia, che vide la partecipazione di autori che presentavano ricerche di notevole interesse. Vi furono incontri sulla fotografia in Norvegia, in Olanda, in Portogallo, in Cecoslovacchia, in Finlandia, in Brasile, in Messico, che furono presentati tra gli altri da Giuliana Scimè, Lello Mazzacane ed Enzo Battarra. Fu anche organizzato un workshop con Paolo Monti.

Si comprende quindi come questa esperienza, che purtroppo non viene mai citata dai libri sulla storia della fotografia italiana, sia stata estremamente innovativa e di alto profilo. Non dobbiamo dimenticare che siamo in anni in cui la circolazione delle informazioni era molto limitata e in cui la cultura fotografica era quasi assente nel mondo accademico. Si tratta di un’eredità culturale importante, testimone di un’attività pionieristica, in una provincia come Caserta, spesso agli onori della cronaca per eventi negativi. Molte delle persone che hanno collaborato hanno poi avuto brillanti carriere accademiche e professionali. Ricordo solo Lello Mazzacane ed Alberto Baldi, che sono stati docenti alla facoltà di Sociologia della Federico II di Napoli, Enzo Battarra, che è oggi uno stimato dermatologo, critico d’arte ed attuale assessore alla cultura del Comune di Caserta, Giuseppe Coppola che è stato presidente degli architetti della provincia di Caserta e Mauro Nemesio Rossi, che è stato nominato Maestro del lavoro e sta provando a realizzare un museo con le attrezzature storiche dell’Olivetti.

Un gruppo, quindi, di grande valore che visse gli anni della giovinezza con entusiasmo e impegno: oggi abbiamo il dovere di conservare la memoria del loro lavoro. La provincia di Caserta può ancora ritrovare un suo orgoglio e dare vita a movimenti culturali che sappiano essere traino dell’intera società solo se saprà recuperare la memoria dei momenti in cui ha saputo essere all’avanguardia nella ricerca culturale.

(*) esperto in storia e tecnica della fotografia
già docente Accademia di Belle Arti

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