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MiC, firmato protocollo per ‘Via Appia. Regina Viarum’ candidata all’Unesco

ROMA – E’ stato firmato, alle Terme di Diocleziano, il Protocollo di intesa per la candidatura del sito “Via Appia. Regina Viarum” nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco.

L’antica strada consolare, circa 900 km di tracciato da Roma a Brindisi inclusa la variante traianea, rappresenta non solo il prototipo del sistema viario romano, ma è anche simbolo millenario delle relazioni tra le civiltà del Mediterraneo e quelle dell’Oriente e dell’Africa.

Alla cerimonia, sono intervenuti, tra gli altri, il Sottosegretario al MiC, Gianmarco Mazzi; il presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, mons. Pasquale Iacobone; il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi; il presidente vicario della Regione Lazio, Daniele Leodori; l’assessore al Turismo della Giunta Regionale Campania, Felice Casucci; la delegata alle politiche culturali della Regione Puglia, Grazia Di Bari e l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Miguel Gotor. Presenti, tra i sindaci delle città coinvolte dal progetto, il primo cittadino di Benevento Clemente Mastella.

Il Protocollo d’intesa è stato presentato dalla dirigente dell’ufficio Unesco del MiC, Mariassunta Peci, dalla coordinatrice scientifica della candidatura, Angela Maria Ferroni. Ad aprire i lavori è stato il direttore del Museo Nazionale Romano, Stéphane Verger.

Il progetto, promosso direttamente dal Ministero della Cultura attraverso i suoi uffici centrali e periferici, coinvolge 4 Regioni (Lazio, Campania, Basilicata e Puglia), 12 tra Province e Città Metropolitane, 73 Comuni, 15 Parchi, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e 25 Università italiane e straniere.

“Il protocollo – hanno dichiarato il sindaco Mastella e l’assessore alla Cultura, Antonella Tartaglia Polcini, al termine della cerimonia – rappresenta un’importante opportunità di promozione dello sviluppo della città. Il nostro impegno in questa direzione ha già prodotto i suoi primi risultati in termini di ingenti investimenti finanziari per il recupero, la promozione e la valorizzazione di beni monumentali e delle aree archeologiche che si collocano sulle antiche tracce della Regina Viarum come, per limitarsi al richiamo dei più celebri, il Ponte Leproso, l’antico Anfiteatro, l’Arco del Sacramento e l’Arco di Traiano.

E, a tal proposito, va anche rimarcato il ruolo chiave, affidato sin da principio nell’iter di candidatura, al capoluogo sannita, anche grazie all’intelligente, appassionata e lungimirante opera della coordinatrice scientifica della candidatura per il Ministero della Cultura, Angela Maria Ferroni.

Come nella felice esperienza della candidatura del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere”, Benevento è ancora una volta protagonista di una ricca programmazione di iniziative di promozione della conoscenza e di valorizzazione del patrimonio culturale, con la partecipazione attiva di enti e associazioni, nella costruzione e nell’articolazione degli interventi e delle azioni principali del piano di gestione dei beni componenti il tracciato, per la parte relativa all’intero percorso campano, con interessanti prospettive di coinvolgimento di una rete di istituti scolastici e universitari anche lucani e pugliesi.

Come nel suo glorioso passato, Benevento torna dunque ad essere alla ribalta di un importante palcoscenico della storia, quale crocevia fondamentale tra la strada consolare e la variante traianea e si impegna, con tutte le forze in campo, a sostenere pienamente il percorso intrapreso per rafforzare l’offerta culturale, fondamentale per la crescita sociale ed economica soprattutto in vista di uno sviluppo territoriale sostenibile delle aree interne”.

Il Ministero sta investendo nel restauro e nella valorizzazione di evidenze archeologiche e architettoniche situate lungo il percorso della Via Appia. L’obiettivo è coniugare le ragioni della conservazione e valorizzazione di questo importante patrimonio con lo sviluppo sostenibile dei territori coinvolti. Quest’ultimo elemento si rivela fondamentale anche per la crescita sociale ed economica di molte delle zone coinvolte che, spesso, sono aree interne e quindi fuori dai grandi circuiti turistici.

“La Via Appia è un esempio della grandezza romana, la prima via pubblica e il prototipo, anche dal punto di vista tecnico, di altre strade che hanno poi costruito i romani. Ma è anche molto di più, era un crocevia culturale, parte del sistema culturale e sociale del mondo romano: questa era forse la sua importanza principale e questo sarà l’aspetto sul quale puntiamo – ha detto il Sottosegretario Mazzi. “Il Ministero ha già investito 19 milioni di euro in restauri, conservazione e per la preparazione del fascicolo. Speriamo di farcela. Quando gli italiani giocano uniti, nessun risultato è impossibile”.

Il 20 gennaio la candidatura sarà valutata dal Consiglio direttivo della Commissione Nazionale Italiana Unesco. A seguire, la richiesta sarà inviata a Parigi.

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