Privacy Policy Michael Ackerman nel ventre materno di Napoli - Sud Notizie
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Michael Ackerman nel ventre materno di Napoli

di Luca Sorbo *

Napoli è una città in cui le tracce della storia e delle esperienze di vita sono molteplici. La sua iconografia è spesso stereotipata, la bellezza del golfo fa trascurare la complessità dei suoi quartieri storici e popolari. Chi ha occhi e coraggio per immergersi in questa sua dimensione magica e a volte infernale può trarne immagini di notevole potenza evocativa. Il vero artista è come un bisturi che penetra nella carne viva delle passioni di un luogo e sa vedere la sua anima più vera.

Napoli è stata tanto raccontata, ma può ancora sorprendere. Michael Ackerman, uno dei maggiori fotografi contemporanei, scopre la prima volta il desiderio di confrontarsi con la città di Partenope mentre era a Varanasi, in India, quando una persona, nel vedere la sua capacità di affrontare la confusione della gente, gli dice che Napoli è il luogo dove potrebbe vivere esperienze uniche. Decide allora di venire per il Capodanno del 1999 e subito scopre che è uno dei luoghi dove può continuare la sua ricerca visiva che è prima di tutto una ricerca esistenziale.

Alla galleria Spot Home Gallery di Cristina Ferraiuolo si è di recente chiusa una mostra collettiva che vedeva in esposizione anche alcune sue immagini. La risonanza emotiva del suo fotografare è coinvolgente, cattura la retina per avvolgere il nostro essere di un’angoscia positiva, crea uno stato di tensione che ci riporta ad una dimensione ancestrale. L’arteterapeuta Ada De Mayo mi suggerisce che le sue foto sembrano delle ecografie di un utero, da esse emerge il suo desiderio di vivere nel femminile, emerge il desiderio di ricerca di un cordone ombelicale.

Michael Ackerman nasce a Tel Aviv nel 1967 e nel 1974 si trasferisce a New York. Realizza nel 1999 il suo primo libro End Life, edito da Delfire, dove pubblica le foto realizzate a Varanasi tra il 1993 ed il 1997, e vince il Prix Nadar. Dal 1997 è membro della prestigiosa agenzia parigina VU’. Nel 1998 vince l’Infinity Award for Young Photographer dell’ International Center of Photography di New York.

È uno degli sguardi più sinceri ed originali della fotografia mondiale e la sua frequentazione con Napoli sarà un arricchimento per tutti noi, poiché attraverso la sua sensibilità scopriremo aspetti inediti di Partenope. Dobbiamo ringraziare Cristina Ferraiuolo che con la sua pregevole galleria sta portando in città fotografi di altissima qualità, offrendo spesso loro delle residenze d’artista. Un approccio alla cultura di grande sobrietà e di notevole spessore culturale che dovrebbe essere d’esempio per tanti.

(*) esperto in storia e tecnica della fotografia
già docente Accademia di Belle Arti

(Le foto di Michael Ackerman  sono state concesse dalla Spot Home Gallery)

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