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Museo della Bussola e del Ducato Marinaro: immersivo e accessibile

AMALFI (Sa) – Un’esperienza immersiva. Un museo dinamico, vivo, in cui la storia millenaria di Amalfi convive con le nuove tecnologie del virtuale per una fruizione contemporanea delle antiche rotte solcate dai galeoni.

L’Arsenale della Repubblica di Amalfi, monumento simbolo della potenza marinara della città, ospita il nuovo allestimento del Museo della Bussola e del Ducato Marinaro. In mostra gli strumenti di orientamento nautico, tra cui le bussole magnetiche e l’originale in legno di bosso (da cui deriva il nome), che gli amalfitani utilizzarono per primi, inventandola e rivoluzionando le tecniche di navigazione. Tanti i reperti archeologici recuperati dai fondali marini che vanno a costituire la sezione dei tesori sommersi, le pergamene originali dell’XI, XII e XIII secolo e la Tabula de Amalpha, pietra miliare nella storia del diritto marittimo, tra i più importanti documenti della storia medievale italiana. E ancora il Tarì, la moneta corrente amalfitana, utilizzata per scambi commerciali in tutta l’italia meridionale.

Un allestimento che si apre allo spettatore, raccontando il periodo di massimo splendore del Ducato Marinaro, nella riproduzione tridimensionale del plastico forma ‘urbis’ del XIII secolo. Ad arricchire il Museo anche il Galeone in legno – ribattezzato “Vittoria” – di recente restaurato, con cui Amalfi ha vinto le prime Regate delle Antiche Repubbliche Marinare.

“Con l’inaugurazione di oggi portiamo a compimento una serie di idee chiare tradotte in atti e progetti concreti – sottolinea il sindaco Daniele Milano – Oggi il Museo della Bussola e del Ducato Marinaro si presenta con una nuova luce, dopo l’intervento di restyling e valorizzazione, all’interno dell’antico Arsenale che si apre sulla nuova piazza che abbiamo immaginato come un salotto per accogliere tutti coloro che scelgono di raggiungere Amalfi, inserita in una più ampia visione di rigenerazione urbana”.

La visita del Museo sarà gratuita per volere dell’Amministrazione comunale, per permettere a tutti di scoprire il prestigioso passato storico della Repubblica Marinara.

“All’interno dell’Arsenale abbiamo predisposto anche l’infopoint per i turisti, per cui il Museo sarà il primo biglietto da visita che potranno ammirare e dove riceve le prime informazioni utili per fruire di tutte le bellezze attrattive della nostra città – prosegue il sindaco Daniele Milano – È un punto chiave del Piano di Sviluppo Turistico redatto dal professore Joseph Ejarque, che disegna una serie di strategie volte a rendere la nostra città una destinazione Boutique”.

Il Museo della Bussola e del Ducato Marinaro abbatte tutte le barriere architettoniche e cognitive, accessibile a tutti e con didascalie fruibili in diverse lingue.

“Un gioiello architettonico con all’interno i gioielli più preziosi che raccontano la storia del Ducato e della Repubblica di Amalfi. – evidenzia l’assessore alla Cultura e ai Beni Culturali Enza Cobalto – Un progetto curato nei minimi dettagli, con un lavoro molto lungo di ricostruzione storica ed archeologica, che si arricchirà ulteriormente e che offre l’opportunità di interagire con la storia della nostra città in un luogo che dialoga con le tecnologie digitali. Il virtuale permetterà allo spettatore di scoprire le rotte percorse da Amalfi, che dominava i traffici commerciali tra oriente ed Occidente”.

Cambia la rilettura storica dell’interno Medioevo. “Non un’epoca buia, ma di grande luce”, come evidenzia lo storico medievista Giuseppe Gargano, durante la conferenza di presentazione del progetto del Museo, a cui hanno preso parte anche Vincenzo De Luce, curatore dell’allestimento, Giovanni Camelia Presidente Comitato scientifico del Centro Cultura e Storia Amalfitana, Salvatore Esposito progettista del plastico.

Un medioevo fatto di grandi invenzioni che hanno rivoluzionato la navigazione. Amalfi rivendica, così, i suoi primati e le sue radici rivoluzionarie con scoperte scientifiche come la bussola, ma anche il suo ruolo nella marineria e negli scambi culturali tra i popoli lanciando un messaggio di pace nel Mediterraneo.

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