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Novotech, con il Gabbiano decolla la mobilità sostenibile

NAPOLI – Dopo il battesimo dell’acqua, il 26 febbraio scorso nelle acque del Lago Miseno a Bacoli (Na) dell’idrovolante leggero “Seagull”, la Novotech punta decisamente al futuro della mobilità sostenibile. “Dopo le prime prove in acqua – dice il professore Leonardo Lecce, CEO della Novotech, già docente universitario di Ingegneria alla Federico II, dove per un lungo periodo ha guidato il Dipartimento di Progettazione aeronautica -, stiamo procedendo ad alcune modifiche migliorative. Prevediamo di effettuare ancora qualche prova in acqua e, nell’arco di un mese, di poter effettuare con successo il primo volo”.

La Novotech – Aerospace Advanced Technology Srl ha sedi in Puglia (Avetrana) e in Campania (Casoria). In quest’ultimo stabilimento è stato sviluppato il “Seagull”, un progetto molto innovativo di un piccolo idrovolante biposto realizzato, nella quasi totalità delle sue strutture, con materiale composito in fibra di carbonio.

Nello stabilimento di Avetrana Novotech ha un avanzatissimo laboratorio per lo sviluppo di materiali e processi innovativi che non prevedono l’uso classico delle autoclavi e la laminazione manuale, bensì robot antropomorfi a 8 assi capaci di realizzare in forma del tutto automatizzata complesse forme di componenti aeronautici, una pressa continua, anch’essa automatizzata, in grado di produrre in grande capacità materiali innovativi ecocompatibili, quali i compositi termoplastici che rappresentano il futuro nei settori dei mezzi di trasporto, sia aerei che auto.

Il “Seagull” è anche il primo ultraleggero al mondo caratterizzato da un sistema automatizzato di ripiegamento delle ali, e adotta, ancora in termini di innovazione, un sistema propulsivo ibrido-elettrico, con un esteso impiego di materiali compositi.

Nelle intenzioni della Novotech, il “Seagull” è il primo passo italiano verso la generazione di un ambiente Urban Air Mobility (UAM), mirato a favorire la comunicazione tra le persone superando le attuali barriere dei trasporti pubblici e privati e nel pieno rispetto e tutela dell’ambiente.

“Novotech si propone come partner per le aziende che vogliono sviluppare nuove tecnologie per questo settore molto promettente dell’UAM – prosegue il professore Lecce -. Abbiamo presentato nel 2019 un progetto al MISE , in via di valutazione e si spera pronta approvazione, denominato H-Plane, per una versione del Seagull a 4 posti, decollo verticale e propulsione elettrica”.

Secondo un recente studio della NASA, si stima che entro il 2030 ci saranno circa 500 milioni di voli annui per servizi di trasporto/consegna beni e circa 750 milioni per servizi di trasporto persone, rendendo la Urban Air Mobility una delle principali aree di sviluppo di mercato dei nuovi mezzi di trasporto, su cui investire.

Novotech , oltre al progetto presentato nel 2019 al MISE , recentemente ha intrapreso due iniziative di stimolo e ricerca di spazi di finanziamento su cui andare ad operare per sviluppare le sue idee innovative in tema di UAM con il suo H-Plane. La prima, in collaborazione con Dallara USA, in risposta ad una Call dell’USAF per concetti innovativi di velivoli e-VTOL e la seconda raggruppando un partenariato di 23 imprese italiane ed europee in risposta alla Call per nuove idea nell’ambito del prossimo progetto quadro della UE per il settore del trasporto aereo denominato Clean Aviation.

“Siamo convinti che l’UAM rappresenti il futuro per lo sviluppo del settore aeronautico – aggiunge il CEO di Novotech -; non a caso colossi come la Boeing ed Airbus lo stanno corteggiando con iniziative proprie e di tutoraggio ed acquisizione di PMI innovative. Ovviamente questo concetto di nuova mobilità non sostituirà in maniera totale quello che è l’attuale sistema di trasporto per via terrestre, ma sarà complementare a quello che diventeranno gli attuali convenzionali sistemi, dando la possibilità a chi ne avrà bisogno – conclude il professore Lecce – di muoversi più rapidamente e in maniera più compatibile con le sempre più crescenti esigenze di ecologiche che le comunità dei grandi centri urbani esprimono”.

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