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Oreste Pipolo e la fotografia di cerimonia a Napoli ed in Campania

di Luca Sorbo (*)

Oreste Pipolo ha scritto uno dei capitoli più interessanti della storia della fotografia italiana eppure nessuna storia lo ricorda. La fotografia di cerimonia ha a Napoli ed in Campania un ruolo molto rilevante, volendo quantificarla è almeno il 70% della fotografia professionale. È poi un fenomeno di costume considerevole, che coinvolge la quasi totalità dei cittadini. Ha un giro d’affari notevole e crea un importante indotto. In qualche caso è anche il regno del kitch e del cattivo gusto, ma questo non può giustificare la scarsa considerazione che gode a livello accademico e tra gli studiosi. Pipolo ha il merito di aver trasformato la figura del fotografo di cerimonia da anonimo operatore a regista della giornata degli sposi, ha innovato la tecnica di ripresa e l’album è diventato la materializzazione di una rappresentazione scenica guidata con sapienza dal fotografo. Ha raggiunto una fama nazionale e, per certi versi, anche internazionale: a volte gli sposi decidevano la data del matrimonio in base alla sua disponibilità. Matteo Garrone gli dedica un film di grande interesse.

In una mia intervista del 2001 Oreste, che ho avuto il piacere di avere collega all’Accademia di Belle Arti di Napoli, mi raccontava che negli anni Sessanta e Settanta del Novecento il fotografo non poteva neanche pranzare insieme agli sposi e doveva aspettare all’esterno. Era una figura marginale, portatore solo di una competenza tecnica, doveva solo realizzare immagini leggibili e documentarie senza alcun intervento creativo.

Pipolo comprende che il matrimonio è una grande messa in scena, una rappresentazione della gioia degli sposi e dei suoi familiari ed amici e quindi cerca di organizzare situazioni teatrali che trovano terreno fertile nella cultura e mentalità del popolo napoletano e campano. Sono leggendarie le sue fotografie negli scavi di Pompei con figuranti vestiti da centurioni o su motoscafi veloci o tra la folla della città. Codifica la giornata degli sposi in sei momenti fondamentali: 1) La preparazione e vestizione della sposa e l’uscita di casa; 2) La cerimonia in chiesa; 3)Il pranzo; 4) I gruppi degli sposi con parenti ed amici; 5) Gli esterni; 6) Le scene di notte nella città.

Oggi il suo archivio è una grande testimonianza di questo rito così caro ai napoletani ed ai campani. Sicuramente dovrebbe essere oggetto di tutela e di studio.

Purtroppo Oreste ci ha lasciato troppo presto e l’attività continua gestita dalle figlie Miriam ed Ivana a via Duomo.

 

foto di Oreste Pipolo tratte dal libro “Napoli a nozze”

 

(*) esperto in storia e tecnica della fotografia
già docente Accademia di Belle Arti

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