Privacy Policy Per una biblioteca di cultura fotografica in Campania - Sud Notizie
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Per una biblioteca di cultura fotografica in Campania

di Luca Sorbo (*)

Lo scarso interesse che il mondo accademico e la cultura ufficiale hanno avuto per la fotografia ha comportato che le biblioteche ufficiali, anche quelle più prestigiose, non acquistassero sistematicamente i volumi e le riviste pubblicate dal 1839 in poi: quindi, oggi chi vuole, per studio e per passione, conoscere le pubblicazioni originali degli autori più importanti o quelle di tecnica o quelle di storia ha

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grande difficoltà a consultarle. Ad esempio, libri di grande importanza, come ‘Gli esclusi’ del 1969, con il famoso reportage sull’istituzione manicomiale di Luciano D’Alessandro o le prime pubblicazioni sulla nascita della fotografia a Napoli sono di difficile reperimento. Poi, anche conoscere cosa viene pubblicato dagli autori e dalle riviste internazionali è molto complesso; anche nell’epoca del web accedere alle informazioni non è così immediato come si potrebbe pensare.

Nel 1999 la fotografia viene dichiarata ufficialmente bene culturale. Questo determina il proliferare di insegnamenti universitari in tutt’Italia. Nel duemila, quindi, si passa da un interesse marginale ad un interesse eccessivo non riuscendo, però, ad avere una piena consapevolezza di quali erano stati gli accadimenti di cui serbar memoria e quali erano gli autori da studiare. Le impronte di luce hanno natura molteplice e complessa, la lettura delle foto è spesso sfuggente. Solo un approccio interdisciplinare può far emergere la complessità di contenuti che anche la più semplice delle foto ricordo possiede. Affinché questo sia possibile è indispensabile poter accedere alle fonti e quindi poter consultare le riviste ed i libri, anche nelle loro differenti edizioni.

Sarebbe, quindi, opportuno costituire una biblioteca specializzata in libri e riviste di cultura fotografica che riuscisse, attraverso un’attenta campagna acquisti sul mercato dell’usato, a recuperare tutte le pubblicazioni più importanti a livello nazionale ed internazionale con una particolare attenzione a quanto pubblicato in Campania. Poi, si dovrebbe attuare una sistematica campagna di acquisti di riviste e volumi contemporanei magari in duplice copia, al fine di dedicarne uno per la consultazione ed un altro per la conservazione.

Questa biblioteca potrebbe essere parte della Casa della fotografia di cui si parla da tanto tempo, ma potrebbe essere anche un’istituzione indipendente, magari collegata all’Accademia di Belle Arti o a qualche dipartimento universitario.

(*) esperto in storia e tecnica della fotografia
già docente Accademia di Belle Arti

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