Privacy Policy Petina, anziani e bambini insieme per scoprire che la felicità non ha età - Sud Notizie
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Petina, anziani e bambini insieme per scoprire che la felicità non ha età

di Flavio Pagano (*)

Presunto innocente ci porta a Petina, in provincia di Salerno, e nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, dove una giovane, infaticabile donna, ha dato vita a un vero e proprio laboratorio intergenerazionale. Un esperimento semplice e insieme avveniristico, che dimostra come possa essere facile trasformare in risorse, quelle che consideriamo le problematiche del vicino futuro. E come gli anziani siano una risorsa preziosa per la società.

“Il mio rapporto con Petina”, racconta con la passione di chi ama profondamente il proprio lavoro Ida Giannattasio, direttrice del ‘Centro residenziale per anziani Lucrezia’”, inizia nel giugno 2009. Ricordo benissimo Il primo impatto nel salire con la mia auto lungo queste curve che sembravano infinite, ma che piano piano lasciavano intravedere  un paesaggio meraviglioso, e un paesino presepiale dominato da maestose montagne: gli Alburni, una cattedrale di cime dette Dolomiti del Sud. Giorno dopo giorno mi sono innamorata di questi luoghi semplici, immersi nella natura più incontaminata. Da  salernitana, ne ho apprezzato molto la serenità e all’inizio mi sembrava di vivere una doppia realtà: venivo a lavorare in questi posti incontaminati, ameni, dove sembrava che il tempo si fosse fermato, e poi la sera tornavo nella mia Salerno, quindi caos, movida, traffico, e tutto ciò che si può vivere in una grande città”.

Come è nata l’idea di coinvolgere gli ospiti in attività diversificate? “Provenivo dall’insegnamento, e il mio primo approccio è stato totalmente empatico. Mi sono posta un’unica domanda: se fossi io l’ospite di questo centro, cosa vorrei? Come vorrei impiegare il tempo  che trascorro qui? E ho capito che dovevo reinventare il concetto stesso di casa di riposo. Perché, riposo sì, ma non prima di essere stati impegnati in tante attività, gratificanti e stimolanti. Pian piano ho creato una programmazione settimanale di attività, diversificando mattina  e  pomeriggio, in cui si alternano laboratori di cucina, laboratori creativi, laboratori di manualità e di pura creatività, ginnastica dolce e giochi di gruppo. Gli anziani sono una risorsa: conoscenza, abilità, esperienza, competenze che non possiamo e non dobbiamo smarrire. Il coinvolgimento dei giovani è venuto da solo. Ogni nostro anziano è come un nonno o una nonna dei bambini del paese. E cucire, cucinare, ricamare, raccontare, sono tutte arti nelle quali i nostri ospiti eccellono, e che i loro giovani allievi si sono rivelati avidi di apprendere”.

Qual è stata l’iniziativa di maggiore successo? “Nel corso degli anni abbiamo realizzato eventi importanti, e siamo riusciti a connettere i nostri anziani con tutto il Parco Nazionale. Tra  le attività che hanno avuto successo una mostra di pittura allestita all’interno dei locali della Comunità Tutelare Lucrezia, che ha avuto al centro quadri di grandi artisti come Van Gogh e Monet, riprodotti dai nostri ospiti. Artisti e pubblico ne sono rimasti entusiasti! Ma la cosa che amiamo di più, io e le mie colleghe, è realizzare iniziative che avvicinino i nostri ospiti ai bambini. Il passato che incontra il domani: ecco cos’è il vero presente. E così sono nate due iniziative: ‘Cupcake per tutti’ e ‘Cover che passione’ . Nella prima, gli anziani hanno insegnato ai bambini a preparare dolci che poi loro si sono divertiti a decorare. Nell’altra abbiamo allestito un laboratorio di cover che dovevano essere decorati con brillantini, adesivi  e pietre luminose, e la collaborazione tra anziani e bambini è stata immediata. Questo è servito anche per avvicinare i nostri ospiti alla tecnologia. Ciascuno dei partecipanti ha avuto a disposizione una cover del proprio telefonino da poter decorare. E’ stata una giornata di divertimento per tutti”.

Gli anziani, quindi, sono una risorsa? “Gli anziani rappresentano una inesauribile, indispensabile risorsa per i più piccini. Una realtà informativa diversa dalle più comuni fonti tecnologiche a cui i bambini e ragazzi sono oggi abituati. L’incontro tra generazioni permette uno scambio di idee proficuo, fertile, sicuro. I bambini sono molto attenti e interessati ai racconti di una volta: ai modi di giocare e trascorre il tempo, ad esempio”.

Com’è riuscita a fare tutto questo da sola? “Non avrei potuto senza tutte le famiglie, che, specie in questo periodo particolare di covid, ringrazio di cuore. Abbiamo avuto la vicinanza e il sostegno di tutti i parenti degli anziani ospiti della struttura, sempre perseguendo l’obiettivo di migliorare la loro salute e qualità della vita. Il nostro è un lavoro di squadra. Facciamo parte della ‘Colomba Spa’, che vanta decennale esperienza nel campo dell’assistenza sociale e sanitaria e tutte le attività che realizziamo sono frutto di un lavoro svolto in sinergia con le operatrici e il infermieristico della struttura. Alla base c ‘è una grande collaborazione tra tutte noi dipendenti,con il Comune di Petina e il nostro parroco Don Antonio della diocesi di Teggiano che ci supportano costantemente. I nostri ospiti sono parte ntegrante della comunità petinese, una comunità accogliente, in cui si ritrovano i principi di una volta di spontaneità e rispetto degli altri”.

Cosa si sente di dire, alle persone anziane o a chi si occupa di loro? “Di ricordarsi che la felicità può essere raggiunta e goduta ad ogni età. E che la terza età è una miniera di sentimenti e di sapienza, della quale non possiamo fare a meno”.

(*) scrittore

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