Privacy Policy PNRR, rafforzare il personale negli Enti Locali - Sud Notizie
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PNRR, rafforzare il personale negli Enti Locali

di Ferdinando Capuozzo (*)

Nell’ultimo periodo il personale impiegato presso i circa 8000 comuni italiani ha subito una progressiva ed evidente diminuzione. Nel 2009 il numero totale delle persone impiegate su tutto il territorio nazionale presso i comuni era di circa 476.000 unità, nel 2019 è sceso a circa 362.000 con una riduzione, quindi, di circa un quarto rispetto al 2009.

Nel caso del Comune di Napoli, la terza città in Italia per numero di abitanti, ad esempio, nello stesso periodo il costo del personale è diminuito di circa il 40%. Numeri che devono far riflettere.

La situazione attuale dei Comuni di carenza evidente del personale sono la conseguenza di specifiche scelte del legislatore nazionale, che ha agito nel corso degli ultimi anni su moltepli¬ci fronti, dai blocchi retributivi, alle misure di contenimento del numero di occupati (blocco del turnover o blocco delle assunzioni da parte dei Comuni per il ricollocamento dei dipendenti soprannumerari delle province).

Nel 2019 il personale comunale si compone di circa 356.000 dipendenti, 3.500 dirigenti, 2.600 segretari comunali e 22 direttori generali (presenti solo in 12 Regioni).

Questa situazione ha prodotto, inevitabilmente, conseguenze dirette sull’adeguatezza in termini di qualificazione degli addetti e sulla capacità di sostenere nuovi impegni lavorativi. Le reiterate norme sul blocco del turnover hanno mortificato, infatti, le politiche di ricambio generazionale, l’autonomia organizzativa e la ricerca di nuove professionalità in grado di far fronte alle crescenti richieste di competenze indispensabili per l’operatività dei Comuni, veri “enti di prossimità” nell’erogazione dei servizi ai cittadini.

A peggiorare il quadro appena descritto si aggiunge la scelta, da parte del legislatore nazionale, di incomprensibili vincoli alle spese per la formazione del personale comunale che nel 2019 si sono attestati su livelli dimezzati rispetto a quelli sostenuti prima del 2011.

Tali tagli rischiano di determinare un’oggettiva difficoltà da parte delle amministrazioni comunali di adeguare conoscenze e competenze del proprio organico alle esigenze determinate dalle nuove sfide che coinvolgono i Comuni in quanto protagonisti dello sviluppo locale soprattutto adesso con la necessità di far fronte alla progettualità ed attuazione di tutto quanto previsto dai fondi del PNRR.

L’affanno con il quale si sta assistendo, in questi giorni, per presentare i progetti relativi alla prima tranche dei fondi PNRR, dovrebbe far riflettere tutti sulla necessità di porre rimedio in breve tempo.

Il PNRR è come un treno ad alta velocità che passa una sola volta e le amministrazioni locali non possono permettersi di perderlo. Sarebbe necessario intervenire subito pena la perdita di una occasione che difficilmente credo si possa ripresentare nei prossimi decenni.

Il Governo deve raccogliere l’allarme dei sindaci e degli amministratori locali intervenendo subito approvando un ventaglio di misure che devono potenziano le capacità di assumere degli enti attraverso trasferimenti diretti, fondi appositi e regole semplificate e, soprattutto, rapide norme di reclutamento del personale.

Occorre, necessariamente, monitorare attentamente il percorso di attuazione della prima esperienza attraverso la quale, in questi giorni, le amministrazioni locali si stanno accingendo a presentare i progetti per verificarne le modalità di funzionamento degli strumenti introdotti, a sostegno degli enti locali, l’efficacia della loro attuazione e le eventuali ulteriori necessità che dovessero emergere sui territori.

E’ necessario agire subito.

(*) commercialista

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