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di Ferdinando Capuozzo (*)

Quanto spendono le Amministrazioni Comunali per l’attuazione di politiche rivolte ai Diritti Sociali, politiche sociali e alle famiglie?

I dati sono chiari. Dal 2016 al 2019 la spesa media annua su tutto il territorio nazionale è stata di circa 11,94 Miliardi di Euro. Mediamente, quindi, la spesa per ogni italiano è stata di circa Euro 192 all’anno.

Innanzitutto è necessario specificare che la Missione “Diritti Sociali, politiche sociali e famiglie” riguarda spese che le Amministrazioni Comunali sostengono per l’infanzia, i minori, asili nido, per i disabili, gli anziani ed anche per i soggetti a rischio di esclusione sociale. Inoltre la spesa sostenuta in questa direzione si esplicita chiaramente attraverso interventi a favore delle famiglie in generale, al diritto alla casa, alla programmazione e governo della rete di servizi sociosanitari e sociali, nonché, per favorire la cooperazione e l’associazionismo e finanche il servizio necroscopico cimiteriale.

Occorre sottolineare che la spesa dal 2016 al 2019 su tutto il territorio nazionale è rimasta sostanzialmente stabile. E questo può essere visto come un dato positivo.

Ciò che fa, invece, riflettere è ancora una volta la differenza tra la spesa sostenuta per tale Missione nei Comuni del Nord rispetto a quelli del Sud.

Ci si aspetterebbe che maggiori risorse fossero impegnate nelle aree con maggiore disagio sociale ed economico. I dati ci dicono che accade proprio il contrario.

La spesa nel Nord del nostro paese raggiunge circa 221 Euro per abitante all’anno (superiore di circa Euro 30 rispetto alla spesa media su tutto il territorio nazionale) mentre nel Sud Italia la spesa scende ad Euro 147, invece, nel centro Italia di attesta intorno ad Euro 199.

Si deve presumere che le note difficoltà finanziarie delle Amministrazioni soprattutto del Mezzogiorno d’Italia inducono gli Amministratori ad impiegare poche risorse per interventi rivolti a migliorare le condizioni sociali di un territorio che necessiterebbe, invece, di interventi più massicci.

Sappiamo che l’arretramento economico del Mezzogiorno d’Italia è spesso legato a situazioni di disagio sociale, economico ed ambientale che condizionano la vita soprattutto dei cittadini posti ai margini delle medie e grandi città. Investire meno in questo ambito significa, spesso, non avere sotto controllo il fenomeno della dispersione scolastica, il disagio delle famiglie e favorire una crescente accondiscendenza alla illegalità.

Purtroppo, la politica del pareggio di Bilancio dei Comuni induce, il più delle volte, ad impiegare le scarse risorse disponibili in ambiti che a prima vista si ritengono più importanti.

Si trascura, sciaguratamente, che destinare poche risorse al disagio sociale, a politiche di sostegno alle famiglie ed ai soggetti a rischio di esclusione, può avere notevoli effetti negativi non misurabili a breve ma che creano danni che si riverseranno sulle future generazioni.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha previsto investimenti per circa 11 Miliardi di Euro di cui solo una parte, circa il 40%, sarà destinata al Sud. Dovrà essere un’occasione da non sprecare.

(*) commercialista

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