Privacy Policy Pompei e Paestum protagoniste all'Arena di Verona con il 'Requiem' di Verdi - Sud Notizie
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Pompei e Paestum protagoniste all’Arena di Verona con il ‘Requiem’ di Verdi

VERONA – Dopo quasi dieci anni dall’ultima volta tra le millenarie pietre dell’Arena, la colossale ‘Messa da Requiem’ di Giuseppe Verdi torna domenica 18 luglio alle 21.30 per un’unica data: il concerto evento è diretto dal M° Speranza Scappucci, al suo debutto areniano così come Hibla Gerzmava e Clémentine Margaine, affiancati da Piero Pretti e Michele Pertusi. Le scenografie digitali sono realizzate in collaborazione con il Parco Archeologico di Paestum e Velia e il Parco Archeologico di Pompei, capoluoghi dell’antichità dove il tempo si è fermato.

Fondazione Arena di Verona ha programmato il Requiem di Verdi in un concerto-evento per il 98° Opera Festival, a 120 anni dalla scomparsa del suo autore, fortemente voluto in aggiunta al cartellone originariamente concepito per il 2020: sul palcoscenico sotto le stelle più suggestivo del mondo sale il Coro diretto da Vito Lombardi e l’Orchestra areniana con voci di primo piano nel panorama internazionale e col M° Speranza Scappucci al suo debutto nell’anfiteatro, anche come prima presenza femminile italiana sul podio dell’Arena. Anche le voci femminili debuttano a Verona nella stessa serata: il soprano russo Hibla Gerzmava, tra le primedonne più richieste al mondo nel repertorio lirico spinto, e il giovane mezzosoprano francese Clémentine Margaine. Con loro, sul versante maschile, due tra le voci verdiane più raffinate di oggi: il tenore Piero Pretti e il basso Michele Pertusi.

Proseguendo l’ideale viaggio in Italia all’insegna della Bellezza, i paesaggi sonori monumentali di Verdi trovano eco nelle scenografie digitali altrettanto monumentali pensate da Fondazione Arena di Verona con il video design di D-wok e soprattutto la collaborazione di due prestigiose istituzioni per le immagini rielaborate e riprodotte sugli imponenti 400 mq di ledwall, in uno scambio sinestetico e continuo di forti emozioni.

“Con il patrocinio del Ministero della Cultura in questo speciale Festival 2021 – spiega Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Arena di Verona – sapevamo che i collaboratori ideali per la Messa da Requiem sarebbero stati i luoghi dove più è evidente eppure lontano il passaggio del genio umano, che riconosciamo con ammirazione e immedesimazione, dove si è cristallizzato attraverso la tragedia e lo scorrere del tempo: è ciò che si può provare negli splendidi parchi archeologici di Paestum e Pompei, diversissimi e per questo da noi accostati nella scenografia digitale del Gala, in sintonia con la musica imponente e spettacolare ma soprattutto vera che ha scritto Verdi”.

“Con la serata del 98° Arena di Verona Opera Festival dedicata al Requiem di Verdi – Dichiara il Sindaco di Capaccio-Paestum Franco Alfieri -, prende forma una collaborazione, iniziata più di un anno fa, tra due realtà geograficamente lontane eppure unite da un filo ideale fatto di monumentalità e bellezza. Vedere i tesori senza tempo della nostra Paestum fare da scenografia digitale al concerto evento diretto dal maestro Speranza Scappucci ci riempie di orgoglio e di gioia. E rafforza la consapevolezza che è solo il primo passo di un cammino lungo e proficuo”.

L’Arena di Verona è una grande forza motrice di cultura che coinvolge tutte le eccellenze del nostro paese in un discorso sinergico di promozione. “Le immagini suggestive di Paestum e dei suoi templi, che faranno da sfondo al Requiem di Verdi, così come quelle di Pompei, sono simbolo ed espressione della bellezza del grande patrimonio italiano – sottolinea Massimo Osanna, Direttore Generale dei Musei e Direttore Avocante del Parco Archeologico di Paestum e Velia –. Grazie alla collaborazione tra Istituzioni e attraverso il digitale è possibile valorizzare i siti culturali a più mani”.

“Le immagini di Pompei si accostano all’opera immortale del Requiem con naturalezza. Entrambe recano una condizione di eternità che le accomuna nel rimando al senso della vita e della morte, della fragilità della condizione umana – afferma Gabriel Zuchtriegel, Direttore Generale del Parco archeologico di Pompei –. L’immensità delle grandi opere deve essere riconosciuta, connessa, sublimata dall’incontro reciproco. Il patrimonio artistico e musicale italiano è un unicum da celebrare. Le istituzioni ci sono per tutelare, ma anche per valorizzare e far conoscere la straordinarietà di questa ricchezza. Il Parco archeologico di Pompei è, in tal senso, ben lieto di partecipare a questo speciale appuntamento artistico”.

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