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Ponte 2 giugno: a Maratea prenotazioni all’80% delle disponibilità

MARATEA (Pz) – Prenotazioni – ad oggi – all’80% della disponibilità ricettiva, soggiorni da un minimo di 2 notti sino a 5 notti, prime presenze estere: sono le tendenze del “ponte lungo 2 giugno” a Maratea secondo i primi dati raccolti dal Consorzio Turistico Maratea. In particolare il Consorzio segnala il ritorno nella città tirrenica di belgi (assenti dal 2019) oltre a tedeschi, francesi e olandesi. Tra le novità, la presenza di un gruppo di una sezione veneta del Club alpino italiano per attività di trekking in itinerari di Maratea, perché – sottolinea Biagio Salerno, presidente del Consorzio – la vacanza sulla costa tirrenica lucana non è solo mare, approfittando della temperatura al di sopra di quella stagionale e del sole. Arrivano ospiti dal nord Italia per decidere le prenotazioni di luglio ed agosto. Siamo dunque ottimisti per l’avvio di stagione che – aggiunge – nonostante i problemi causati dalla chiusura della SS 18 Acquafredda e quindi nei collegamenti di Sapri con la conseguente riduzione di fatturato, sembra rilanciata al meglio. Nel raffronto con i dati del report di Federalberghi la situazione a Maratea per il ponte 2 giugno è decisamente buona.

Secondo il report, la spesa media pro-capite, comprensiva di viaggio, alloggio, ristorazione e divertimenti, si attesterà sui 447 euro di cui 389 per chi rimarrà in Italia e 856 per chi andrà oltre confine.

La permanenza media si attesterà sulle 3,9 notti e ciò determinerà un giro d’affari turistico di circa 5,67 miliardi di euro. La gran parte della spesa dei viaggiatori sarà destinata ai pasti (28,8%). Il viaggio e l’alloggio assorbono rispettivamente il 19,9% e il 16,7% del budget, mentre allo shopping sarà destinato il 17,3%.

La motivazione principale per la vacanza sarà il riposo e il relax (70,5%), seguito dal divertimento (40%). Il 23,9% degli italiani approfitterà di questa occasione per raggiungere la famiglia. Altri motivi che orientano la scelta della vacanza sono l’abitudine (22,5%) e la scoperta di posti nuovi (12,4%).

Durante questi giorni, le attività principali consisteranno in passeggiate (53,4%), escursioni e gite (37,3%), visita a monumenti (16,2%) e a musei o mostre (16,1%).

Tra gli individui intervistati che non andranno in vacanza, il 34,1% ha rivelato di non partire per motivi economici; il 24,6% per motivi familiari ed un altro 19,4% perché intende organizzare un viaggio in altro periodo.

“Dopo il periodo drammatico della pandemia, con l’angoscia del conflitto in Ucraina, la nostra gente ora ha voglia di evadere, di lasciarsi alle spalle la cupezza e il pessimismo che la diffusione del covid19 aveva generato negli animi di tutti” dice il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca.

“L’abbattimento seppure parziale delle restrizioni dettate dal governo a causa della pandemia, rappresenta metaforicamente la caduta di un muro: quello dell’incertezza, della paura, dell’incognita. Ora si ha davvero la sensazione di poter riassaporare una vacanza con spensieratezza, o quanto meno una vacanza che abbia lo scopo terapeutico di riparare i danni causati dai lunghi e gravosi periodi di lockdown e sappia tenere lontana anche per poco la spirale delle preoccupazioni. Sono sempre meno gli italiani che decideranno di restare a casa per paura del contagio – spiega Bocca – e questo è il segno che siamo sulla via della guarigione in tutti i sensi, e che il panico causato dalla pandemia anche a livello psicologico probabilmente sta rientrando del tutto”.

“Resta il dramma di coloro che non partiranno per problemi economici (34%) – ragiona il presidente di Federalberghi – e l’impegno deve essere ecumenico. Noi faremo la nostra parte, ma politica e istituzioni dovranno tenere conto del fatto che la vacanza è un bene primario per tutti”.

“I nostri concittadini dimostrano sempre più di avere tanta voglia d’Italia – prosegue Bocca – e nella maggioranza dei casi, a vincere sarà il turismo di prossimità: non solo si resterà nel proprio Paese, ma anche in località vicine alla propria regione di appartenenza. Leggo questo approccio come una nuova tendenza: ciò che è più facilmente accessibile è anche maggiormente godibile. Un concetto semplice di cui si era in parte perso il valore negli anni pre-pandemici. Il progetto di viaggio inoltre, è stato in questo caso potenziato dal fatto che la festività del 2 giugno cadrà nella giornata di giovedì”.

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