Privacy Policy Procida nei 'Pensieri itineranti' di Michele Romano - Sud Notizie
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Procida nei ‘Pensieri itineranti’ di Michele Romano

Con Michele Romano Procida perde l’interprete più autentico della ‘polis micaelica’. Filosofo, docente, uomo di grandi passioni politiche e culturali, ma dalla straordinaria e immediata umanità, con i suoi insegnamenti ha tracciato la rotta per generazioni non solo di procidani, indicando la saggia strada per uno sviluppo sostenibile della sua Isola.

Le sue intuizioni e il suo sguardo sono racchiusi nel libro ‘Pensieri itineranti. Filosofia dentro l’orizzonte procidano e oltre’ (ed. Fioranna) dal quale pubblichiamo l’introduzione dell’Autore.

La redazione e il direttore di SudNotizie sono vicini nel ricordo di Michele Romano alla sua compagna di vita Maria Iovine e alle figlie Iris, Jessica e Miriam.

di Michele Romano

È nell’ordine delle umane cose dover affrontare la vita, non con la presunzione delle certezze ma con l’umiltà verso qualcosa che non prevedi, e ti stimola a comprendere che qualsiasi tappa racchiude l’insegnamento. E qui c’è bisogno che in noi si manifesti il prodigio dello sviluppo armonico tra cuore e mente, in modo tale da sentirsi preparati all’incontro con la paura, il dolore, l’intolleranza, il manicheismo, la violenza, le ingiustizie.

Ad oggi, veniamo dopo la selva oscura, l’abisso della luce e della gioia, della bellezza, della fraternità, della misericordia che ci deve spingere a spendere bene il nostro percorso esistenziale sulla strada della Rivoluzione delle Speranza che ci consente, sempre e soprattutto nei momenti di maggiore abbrutimento ed annientamento, a trovare la forza e l’energia per rialzarsi e riprendere con allegria e spensieratezza la via di Emmaus. Un aiuto, intensamente educativo, l’abbiamo ricevuto dalla cara polis micaelica Procida, Capitale della Cultura 2022, in cui siamo nati.

Attraverso il suo scenario incomparabile di isola con continui disagi tempestosi di vento e di mare, che spesso ci trasforma da isolani in isolati. Procida ci offre, fin da bambino, la possibilità di guardare e di osservare, dovunque si rivolge, la linea sottile dell’orizzonte. Ci sono due modi per affrontare l’orizzonte, in maniera implosiva o esplosiva. La prima tende alla cupa sensazione di essere chiuso in un recinto da cui è difficile uscirne. La seconda, al contrario, spinge ad andare oltre, ad affrontare l’ignoto e il mistero con spirito sempre fanciullesco.

Ecco sono qui oggi con questi pensieri itineranti, da uomo antico, a trasmettere, pacatamente e con l’animo di un fanciullo molto smaliziato e senza alcuna certezza, un metodo per esercitare il cuore e la mente a vivere nel modo più sereno e tranquillo possibile.

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