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Psichiatria Democratica, fermare la violenza in Myanmar

La società civile non può assistere passiva a questo ennesimo massacro del diritto e delle persone.

Parte da questa considerazione l’appello lanciato da Psichiatria Democratica per fermare la violenza in Myanmar e la cruenta repressione del regime militare scatenata contro giovani, studenti e civili inermi che difendono la democrazia del loro paese. Sono oltre 500 gli assassinati e molti gli arrestati. La repressione sta colpendo anche l’informazione con la censura e l’oscuramento delle voci libere del paese asiatico. Va raccolto il monito di Papa Francesco e va rilanciata la condanna di tanti organismi internazionali.

“Il dramma dell’emergenza Covid – si legge in un comunicato – non può offuscare la coscienza democratica e la solidarietà, e con Psichiatria Democratica sono in tanti cittadini a rispondere: Magistratura democratica, intellettuali, sindacalisti, giornalisti, comunità religiose cattoliche e protestanti, esponenti dell’associazionismo e della comunità scientifica, psichiatri, medici, magistrati, docenti e, come dicevamo, gente comune di ogni orientamento. Dai dirigenti Nazionali di Psichiatria Democratica, Emilio Lupo, Salvatore Di Fede ed Antonello d’Elia a don Luigi Ciotti di Libera e Gruppo Abele, al Segretario generale della Cgil Maurizio Landini, dal giornalista e scrittore Furio Colombo al presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Verna e della FNSI Giuseppe Giulietti, e poi il pianista maestro Michele Campanella, Luca Zevi, Vincenzo Vita e Niki Vendola, Guido Silvestri (Silver), Sergio Staino, Isaia Sales, Ricky Gianco, Nino Daniele, R.S.U. della WHIRLPOOL di Napoli ed esponenti dell’associazionismo cattolico e delle comunità di base, Medicina Democratica, Cittadinanzattiva, il segretario dell’Associazione Stampa Romana Lazzaro Pappagallo, la Rete No Bavaglio per citarne solo alcune delle tantissime adesioni giunte sin qui all’appello che può essere sottoscritto sulla piattaforma Aavaz dal sito www.psichiatriademocratica.org

“Al presidente del Consiglio Mario Draghi, al ministro degli Esteri Luigi Di Maio e al Presidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati, Piero Fassino – si legge nell’appello di Psichiatria Democratica – si chiede di agire e dare voce a questa indignazione, ma è all’opinione pubblica italiana che si rivolgono i promotori l’appello, perché facciano sentire la loro vicinanza alla popolazione del Myanmar, spingendo per un isolamento del regime militare e per un rapido ritorno della democrazia in quel Paese. Per i promotori insieme ad una intensa azione diplomatica, per il Myanmar come per le altre situazioni di guerra e di violazione dei diritti umani, è necessaria un’ampia mobilitazione internazionale delle coscienze che sostenga le iniziative della comunità internazionale”.

Psichiatria Democratica invita ad aderire all’appello che può essere sottoscritto sulla piattaforma Aavaz dal sito www.psichiatriademocratica.org

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