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Ricostruire il rapporto tra Napoli e il mare: la commissione Politiche urbane incontra l’Autorità Portuale

NAPOLI – La commissione comunale Politiche urbane, presieduta da Mario Coppeto, ha affrontato il piano di sviluppo del porto di Napoli, in relazione anche al piano urbanistico della città. È intervenuto il vicesindaco Carmine Piscopo e il nuovo presidente dell’Autorità Portuale, Andrea Annunziata. 

L’insediamento del nuovo presidente dell’Autorità Portuale offre la possibilità di discutere di quali sinergie prevedere tra lo sviluppo portuale e quello urbanistico, specie nella zona di Napoli Est, dove una ridefinizione del rapporto tra città e mare può porre le basi per un ritorno alla balneabilità e per un nuovo sviluppo turistico, ha spiegato il presidente Mario Coppeto introducendo i lavori della commissione. 

Le azioni dell’Autorità Portuale sono in primo luogo volte a mettere in pratica la volontà popolare e gli indirizzi urbanistici e strategici espressi dai rappresentanti eletti della città, ha dichiarato il neo presidente dell’Autorità Portuale, Andrea Annunziata. Per questa ragione, le linee strategiche che saranno presentate alla commissione nel prossimo mese non avranno carattere definitivo, ma costituiranno invece una traccia per costruire in maniera condivisa, insieme alla commissione e agli altri attori istituzionali, il programma urbanistico-portuale di Napoli per i prossimi vent’anni. L’obiettivo è di realizzare un porto più bello grazie al recupero e alla riqualificazione delle strutture artistico-architettoniche, più dinamico grazie all’attivazione delle energie economiche presenti sul territorio e più sostenibile, in modo da favorire la riduzione delle differenze sociali in aree de-industrializzate come Napoli Est e Bagnoli. 

“Importante – dice il vicesindaco Carmine Piscopo – la volontà dell’Autorità Portuale di coinvolgere l’amministrazione cittadina. Grazie a questo nuovo approccio sarà possibile coordinare il piano di sviluppo del porto con i piani urbanistici della città e superare i problemi di competenza che troppo spesso hanno impedito un intervento concreto sul porto, attivando invece quelle sinergie inter-istituzionali necessarie per raggiungere obiettivi sostanziali per il futuro della città”.

Numerose sono le questioni sul tavolo: la costruzione di servizi urbani integrati nell’area del Molo Beverello, che permettano di decongestionare il centro storico; la riqualificazione di Bagnoli; l’integrazione del sistema portuale con quello delle metropolitane. Si pone, poi, la questione Napoli Est: qui non solo è necessario recuperare l’accesso al mare attraverso la delocalizzazione dei depositi di idrocarburi e l’abbattimento delle barriere esistenti, ma occorre anche riqualificare globalmente l’area, come previsto dalla pianificazione urbanistica attuativa che guarda ad essa non più come retroterra ma come luogo di trasformazione urbana che mette a disposizione della cittadinanza parchi e servizi pubblici. 

“Già dal 1996 si parla di riqualificazione di Napoli Est ma nulla fino a oggi è stato fatto”, osserva Vincenzo Moretto (Misto – Lega Napoli Salvini) ricordando i progetti di delocalizzazione degli impianti di carburante, la bonifica dei suoli e il progetto di porto turistico. Gli indirizzi descritti da Annunziata sono quindi condivisibili, ma è necessario che si attui un “cambio di passo” per realizzarli. 

Aniello Esposito (Partito Democratico) sottolinea l’importanza di tenere aperto sempre un canale di concertazione con i cittadini e i loro rappresentanti eletti. Su Napoli Est la priorità dell’Amministrazione e della nuova guida del porto deve essere la restituzione del mare alla cittadinanza attraverso il recupero della balneabilità di quel tratto di costa. Se questo sarà l’obiettivo, allora si assicura fin d’ora una piena collaborazione.

“Eseguire la volontà popolare è il primo obiettivo dell’Autorità Portuale – ribadisce Annunziata -. Si punta ad aumentare del 20 per cento le attività del porto, senza prevedere la creazione di nuovi spazi ma razionalizzando e valorizzando quelli esistenti”. 

Annunziata ha poi risposto a una serie di domande poste dal presidente Coppeto in merito al tratto ferroviario di collegamento tra il waterfront di San Giovanni e la rete ferroviaria, al serbatoio di gas naturali liquidi (GNL) a Napoli Est, all’elettrificazione delle banchine e alla riqualificazione del Molo San Vincenzo. Sulla prima questione, una serie di ragioni tecniche rendono la costruzione del tratto ferroviario poco conveniente. Sul serbatoio GNL, nonostante esso non impedisca la balneazione, sarebbe auspicabile un utilizzo più massiccio di energie rinnovabili, ma una bonifica e riqualificazione sostenibile dell’area è possibile solo con il supporto del Ministero dell’Ambiente. Si sta invece procedendo con l’elettrificazione delle banchine e contemporaneamente, con il supporto delle Università, si stanno cercando nuovi modi per alimentare le banchine con energia rinnovabile, attraverso ad esempio l’installazione di impianti che sfruttino il moto ondoso, come già avvenuto a Salerno. Infine, per il Molo San Vincenzo, che si vuole far diventare una risorsa per la città, si attende che la Marina Militare sciolga i nodi legati alla sicurezza e alle vie di fuga e che si completi il progetto di Cassa Depositi e Prestiti. 

La commissione tornerà a riunirsi periodicamente con il presidente Annunziata per discutere insieme delle linee guida strategiche per lo sviluppo portuale e urbanistico della città.

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