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Rimodulare i Mutui contratti dagli Enti Locali

di Ferdinando Capuozzo (*)

E’ ormai urgente e necessario porre sul tavolo la questione che riguarda la rinegoziazione dei mutui contratti dagli Enti Locali. L’impatto sulla spesa corrente degli interessi passivi ha un notevole peso. A seconda delle dimensioni e della loro collocazione geografica degli Enti Locali, il pagamento degli interessi passivi annui, infatti, può sottrarre da un minimo del 6% ad un massimo circa del 18% della spesa corrente. A Napoli ad esempio il pagamento degli interessi passivi raggiunge circa 100 milioni di Euro annui.

La maggior parte dei mutui contratti dagli Enti Locali sono stati sottoscritti con la Cassa Depositi e Prestiti (CDP).

La CDP è una società di proprietà dello Stato (quindi nostra) per circa l’84% e per la restante parte del 16% il pacchetto azionario è detenuto da Fondazioni bancarie. Dal punto di vista economico- finanziario presenta una situazione solidissima. Una delle società più sane nel panorama delle società partecipate.

La solidità economico-finanziaria nasce dal fatto che raccoglie i risparmi degli italiani attraverso i libretti e buoni fruttiferi postali, per un ammontare che supera i 260 Miliardi di Euro, garantendo ai cittadini risparmiatori una remunerazione molto bassa (talvolta molto vicino allo zero) ed utilizza in parte le risorse raccolte per finanziare gli Enti Locali ad un tasso di interesse che supera anche il 4%.

E’ evidente a tutti che qualcosa deve essere corretto.

Nell’ultimo decennio il taglio dei trasferimenti dello Stato agli Enti Locali ha avuto un impatto molto pesante sulla gestione delle finanze degli locali. Per far fronte alle esigenze di cassa la conseguenza diretta è stata il ricorso all’indebitamento soprattutto verso CDP. Attualmente si pagano interessi passivi fuori da ogni logica di mercato ed il cittadino avverte sempre di più la mancanza di servizi.

Quadrare un bilancio di previsione per qualsiasi Amministrazione Locale è ormai una corsa ad ostacoli. Il Governo Draghi per dare fiato ad alcuni capoluoghi di Città Metropolitane lo scorso dicembre ha messo in campo una norma che se da un lato ha concesso risorse a fondo perduto dall’altro ha imposto alle stesse amministrazioni di recuperare, attraverso un ventaglio di possibilità, il 25% delle risorse ricevute, concedendo di aumentare anche, tra l’altro, l’aumento dell’addizionale comunale oltre i limiti stabiliti dalla normativa vigente. La città di Napoli è stata una dei maggiori beneficiari di questo provvedimento, denominato poi “Patto per Napoli”. Ma adesso appare maturo il tempo per mettere in campo azioni rivolte a ridurre il tassi di interesse praticati, soprattutto da CDP. Si dovrebbe parlare di un Patto Bis. L’Amministrazione Manfredi, in particolare l’Assessore al Bilancio Baretta, dovrebbe farsi promotrice di una azione tendente ad una rimodulazione dei mutui e comunque, in alternativa,  a spingere ad attuare la norma prevista dalla Legge 8/2020 che prevede l’accollo dei mutui degli Enti Locali da parte dello Stato.

L’impegno profuso dell’Amministrazione guidata da Manfredi, per ottenere il Patto sottoscritto da Draghi lo scorso 29 aprile, ci lasciano ben sperare che  la terza città d’Italia  possa fare da promotrice di azioni decise a ridurre gli impatti degli interessi passivi sul proprio bilancio ed essere da traino per tutte le Amministrazioni locali in difficoltà finanziarie, concentrate soprattutto a sud del nostro paese.

(*) commercialista

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