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Sanità, Cgil Campania: Necessario un confronto vero con la Regione

NAPOLI – “E’ urgente un confronto sulla sanità con la Regione Campania, che possa partire da subito, già la prossima settimana. Tre anni fa, la Regione Campania ha stipulato con Cgil, Cisl e Uil un accordo che prevedeva una serie di azioni da mettere in campo nella sanità regionale: dal riequilibrio del rapporto tra pubblico e privato, attraverso l’applicazione di regole certe per gli accreditamenti, alla definizione degli organici in rapporto ai posti letto e all’applicazione di norme che obblighino al rispetto dei contratti collettivi nazionali firmati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative per contrastare il dumping contrattuale. E, ancora, la realizzazione di interventi che consentissero la riorganizzazione del sistema socio-sanitario integrato per potenziare la rete territoriale, il rilancio delle attività territoriali, la riorganizzazione dell’emergenza – urgenza, l’integrazione tra ospedali e distretti sanitari e un piano regionale di assunzioni”. E’ quanto ha affermato Nicola Ricci, segretario generale della Cgil Napoli e Campania, nell’iniziativa online promossa da Cgil Campania “Presente e Futuro a 22 anni dalla terza riforma sanitaria: fragilità del sistema tra pandemia e Recovery Fund”. Tra gli ospiti, l’assessore regionale al Bilancio, Ettore Cinque, la docente universitaria Giustina Orientale Caputo, Filippo Palumbo, Paolo Spolaore, Aldo Schiassi.

“Oggi, a distanza di tre anni – ha aggiunto Ricci – la maggior parte di questi temi sono ulteriormente attuali e, se visti nel contesto attuale dopo un anno di gestione dell’emergenza, necessitano più che mai di un confronto vero. Occorre il potenziamento dei servizi sanitari e assistenziali di prevenzione, di cura nel territorio e a domicilio, l’adeguata formazione di tutti i lavoratori per le cure a livello domiciliare, la revisione dell’intero sistema delle case di riposo e delle Rsa, che devono essere organizzate con strutture molto più piccole e di prossimità e che diano tutte le garanzie di tutela della salute”.

“E’ importante – ha ricordato l’ex ministro Rosy Bindi – approfittare della straordinaria occasione offerta dal Pnrr per intervenire sulle fragilità emerse dal nostro sistema sanitario venuto a contatto con la sfida della pandemia. “Occorre – secondo Bindi – spendere le risorse e dotarsi di un impianto permanente che oggi il nostro Paese non ha. Tra sanitario e sociale, avremo il 13% dei fondi previsti dal Pnrr, una percentuale inadeguata e insufficiente rispetto alla pandemia e alle fragilità emerse”.

“Le criticità che la pandemia sta evidenziando non sono nate in questo anno, ma sono problemi stratificati sulle categorie più fragili di questo Paese. Nel campo della sanità – ha detto l’ex sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa – la tragedia della pandemia ha fatto crollare l’illusione di uno Stato minimo. Oggi è chiaro che la salute non è tutelata se non è tutelata una forte sanità pubblica. Sono maturi i tempi per mettere da parte l’austerità e investire in sanità. Non stiamo parlando più solo di un problema individuale ma di società ma anche un problema che richiama l’attenzione a molti altri livelli, investe tutta la società, non pare vero che non si sia discutendo di questo. Il dibattito, il confronto che è stato rarefatto rispetto alla missione 6 del Recovery Fund come opportunità di ripensamento di rilancio e ricostruzione della sanità nel nostro Paese è stato poco discusso. Abbiamo di fronte mesi in cui dovremmo entrare nel merito di quanto scritto nel piano consegnato a Bruxelles. Bisognerà discutere dei dettagli del Recovery Plan perciò – ha concluso Zampa – sono grata alla Cgil di aver voluto questo incontro, incontri così dovrebbero moltiplicarsi”.

“Siamo di fronte – ha detto nelle conclusioni Rossana Dettori, della segreteria nazionale Cgil – ad una grande opportunità, quella dei fondi, che sono comunque insufficienti, destinati dal Pnrr al sistema socio-sanitario ai quali riteniamo che debbano aggiungersi risorse nazionali da prevedere nel documento di economia e finanza. Abbiamo bisogno di un forte coordinamento sull’utilizzo delle risorse e sugli obiettivi, ma soprattutto abbiamo bisogno di partecipazione”. “Finora – secondo Dettori – abbiamo assistito solo ad annunci sul Pnrr, ma non siamo entrati nel merito dei progetti. Chiediamo quindi che si cambi rotta, con una partecipazione attiva delle forze sociali, dei cittadini per riqualificare il sistema sanitario creando continuità assistenziale, altrimenti rischiamo di perdere questa occasione”. “La Regione Campania – ha concluso Dettori – deve stare dentro un piano nazionale per l’utilizzo delle risorse e dare ai cittadini risposte in termini di salute e non solo di cura”.

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