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di Giovanni Perillo *

Il modello di città diffusa e di comunità intelligente (anche attraverso l’ag­gregazione di piccoli comuni ovvero sistemi metropolita­ni) prevede la necessità di affrontare congiuntamente tematiche riferibili alle sfide sociali emergenti, attraverso la defini­zione di traiettorie di sviluppo in una serie di ambiti che possono essere sintetizzati seguendo lo schema delle seguenti molte­plici sostenibilità:

  1. Sostenibilità Ambientale.

 

Rientrano in questa categoria concettuale:

  1. La sicurezza sul territorio, mediante idee progettuali da sviluppare finalizzate allo sviluppo di nuove conoscenze, di tecnologie inno­vative e di nuovi sistemi integrati per la prevenzio­ne dei rischi, la difesa e la messa in sicurezza del territorio, attraverso soluzioni basate sull’impiego di tecnologie ICT, che consentano un miglioramento dell’efficienza nella gestione delle emergenze derivanti da catastrofi ambientali;
  2. La (corretta) gestione dei rifiuti, il waste manage­ment, con obiettivo finale di contribuire a sviluppa­re, in un’ottica eco-sostenibile, nuove modalità di gestione e nuove tecnologie per prevenire la pro­duzione di rifiuti, a monte, e promuovere il loro riutilizzo, a valle;
  3. Una nuova mobilità terrestre, attraverso la promo­zione, nell’ambito della mobilità marittima, urbana, su gomma e/o su rotaia, di nuove tec­nologie e soluzioni ICT innovative finalizzate a mi­gliorare Iinteroperabilità dei sistemi informativi lo­gistici e di infomobilità.

 

Rientra in questo ambito la logistica last-mile, il cui sviluppo dovrà promuovere nuovi modelli in chiave eco-sostenibile, an­che attraverso lo sviluppo di sistemi e tecnologie in grado di innalzare l’efficienza nella gestione dei cir­cuiti di distribuzione dei beni;

  1. La migliorabile gestione delle risorse idriche, incen­trata sulla promozione della loro tutela attraverso lo sviluppo di sistemi e tecnologie innovative per i) il miglioramento della gestione delle acque attraver­so un incremento dell’efficienza della rete e degli impianti di distribuzione esistenti nel territorio; ii) il monitoraggio, il controllo e la riduzione dei carichi inquinanti; iii) riduzione dell’impiego dell’acqua destinata all’agricoltura e all’industria;
  2. La tutela della salute, perseguita grazie allausilio di nuove tecnologie, soluzioni e componenti ICT funzionali e abilitanti che consentano l’attivazione di nuovi modelli di attività nell’area della salute e del benes­sere, lo sviluppo di servizi di e-sanità a livello sovra/regionale, locale e individuale, il miglioramento del modello di interazione tra strutture sanitarie;

 

La tutela della salute, inserita per motivi sistematici in questa schematizzazione nell’ambito della sostenibilità ambientale, presenta molti punti di connessione con la categoria concettuale della:

  1. Sostenibilità Sociale, che ricompren­de:

 

  1. L’invecchiamento della comunità, sottolineando la necessità di migliorare la qualità della vita e la cura della popolazione anziana con l’ausilio di nuove tecnologie in grado di agevolare la mobilità e ridu­cendo l’isolamento sociale;
  2. Lo sviluppo di un nuovo welfare e di un nuovo mo­dello sociale inclusivo, in grado di (re)inserire i soggetti portatori di handicap a diversi livelli (sociale, razziale, mentale);
  3. Un nuovo sistema di giustizia, che dovrà essere efficiente e rapido, contribuendo, pro quota, alla riduzione dei costi onerosi (in termini non solo di denaro, ma anche di perdita di tempo) di quello attuale;
  4. L’ammodernamento del sistema scolastico, sia da un punto di vista degli strumenti utilizzabili (infor­matizzazione) sia da quello delle modalità di inse­gnamento, mediante personalizzazione dei corsi di apprendi­mento, in termini di flessibilità degli orari e affian­camento alle attività in presenza ed una articolazione dina­mica dei gruppi e strumenti per la gestione degli studenti.

 

Ad ulteriore dimostrazione della forte interconnessio­ne fra le diverse sostenibilità, la necessità di un nuovo e moderno sistema educativo è strettamente correla­to al tema della:

  1. Sostenibilità Culturale, mediante lo sviluppo, nell’ambito del cultural heritage, di nuo­ve soluzioni tecnologiche per la diagnostica, il restau­ro, la conservazione, la digitalizzazione, la fruizione dei beni culturali materiali e/o immateriali, al fine di valo­rizzarne l’impatto in termini ambientali, turistici e cul­turali, e di favorire l’integrazione di servizi pubblici e privati innovativi, anche con riferimento alla capacità attrattiva dei territori.

 

Il minimo comun denominatore delle sostenibilità, so­pra sinteticamente elencate, è rappresentato dalla:

  1. Sostenibilità Tecnologica, imprescindibile per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, mediante tecnologie finalizzate allo sviluppo delle seguenti tematiche:

 

  1. Domotica, il cui sviluppo deve promuovere nuove conoscenze e soluzioni tecnologiche innovative, che, secondo uno schema di Am­bient Intelligence ed Ambient Assisted Living, permettano di ridisegnare l’ambiente di vita domestico in modo da garantire una migliore qualità della vita delle persone, l’inclusione, la sicurezza, nonché una piena autonomia delle persone diversamente abili;
  2. Tecnologie del mare, indispensabili per coniu­gare la promozione della tutela dell’ambiente e del­le risorse marine con l’innovazione dei settori ma­rittimo e della cantieristica navale attraverso lo svi­luppo di nuovi sistemi e tecnologie per la sicurezza, il monitoraggio, la bonifica e la conservazione del­l’ambiente marino, nonché di nuovi metodi e di tecnologie per il miglioramento della qualità del prodotto ittico e il raf­forzamento del settore della pesca secondo un ap­proccio di filiera;
  3. Architettura sostenibile e lo svilup­po di nuove soluzioni, tecnologie e nuovi materiali ad alte prestazioni, diretti, secondo il principio dello Zero lmpact Building, al miglioramento dell’effi­cienza energetica, alla riduzione dell’impatto am­bientale, al controllo e abbattimento dei fattori di inquinamento, al miglioramento delle condizioni di salute nei luoghi abitativi e di lavoro, nonché ad assicurare agli utilizzatori maggiore sicurezza e comfort;
  4. Le cloud computing technologies per lo smart go­vernment, per le quali occorrerà diffondere piattaforme cloud, e relative applicazio­ni e servizi, capaci di migliorare la qualità e l’ac­cessibilità dei servizi, garantire elevati standard di interoperabilità tra sistemi cloud differenti, promuo­vere implementazioni di riferimento basate su so­luzioni open source.

 

In definitiva, le trasformazioni che gli interconnessi modelli smart ci richiedono per approdare alla società molteplicemente sostenibile del futuro (godendo medio tempore dei cre­scenti vantaggi portati dalla loro progressiva implemen­tazione) sono indubbiamente molteplici e complesse, ma non devono essere necessariamente av­veniristiche: i vantaggi competitivi emanati da un patrimonio artistico e culturale che il mondo ci invidia, da una valida propensione e capacità di collaborare (quando lo vogliamo), vanno, al contrario, messi a profitto.

Il riferimento alla collaborazione non è casuale: vincere le sfide richiede un Paese più smart, che è molto di più della somma algebrica delle (in ipotesi anche molte) sin­gole esperienze smart che lo compongono. Singole politiche settoriali, singoli progetti occasionali tendenzialmente auto-organizzati, singole tecnologie ap­plicate nell’ambito di un complesso molto eterogeneo di soluzioni genericamente etichettate come smart, infatti, non rendono davvero smart un territorio. Tecnologie, progetti, politiche, vanno posti al servizio di un’idea comune, pena il rischio evidente di affievolire le potenzialità del concetto e indebolire gli sforzi. Occorre quindi che la loro imple­mentazione avvenga in maniera organica, nella ricerca di quel delicato equilibrio di fattori, il più delle volte unici e irripetibili, attraverso indirizzi sistemici e stru­menti funzionali agli stessi affinché il fermento diffuso vada coagulato in un progetto Paese.

(*) Professor at Cranfield University
Adjunct Associate Professor at Wessex Institute of Technology

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