News
‘Stai zitta!’, frase simbolo del maschilismo in politica. Continua la nostra inchiesta…

di Flavio Pagano (*)

‘Presunto innocente’ torna a occuparsi di donne e politica, perché la mini inchiesta che abbiamo pubblicato qualche giorno fa, e che ha acceso i riflettori sulla condizione femminile in Costa d’Amalfi, ha suscitato tale interesse e dibattito, da meritare un approfondimento. Per questo, abbiamo sentito altre giovani protagoniste della vita pubblica locale. Tre donne che, ascoltandole, spingono a porci una domanda semplice e disarmante: e se gli uomini avessero semplicemente ‘paura’ delle loro qualità, della loro visione innovativa della vita, della loro versatilità e creatività?

Partiamo da Antonella Marchese, ispiratrice della nostra inchiesta e giovanissima capogruppo dell’opposizione al Comune di Furore, splendido apice collinare della Costiera. Intrepida sostenitrice della parità di diritti, la Marchese va dritta al cuore del problema: “Quello che non perdono è la prepotenza – spiega -, specie se usata contro una donna. E non perché, beninteso, le donne abbiano più diritto degli uomini ad essere rispettate. Anzi, un’idea siffatta presupporrebbe debolezza da parte delle donne, risultando così intrisa di un ancor più untuoso maschilismo… La realtà purtroppo è che ancora tocca sentire frasi autenticamente aberranti, come ‘Vabbè quella è femmina…’, ‘Sarà indisposta…’, ‘L’ha provocato…’. Siamo assuefatti (e più di quanto sembri) al predominio maschile, e il primo passo da fare per cambiare le cose è, come sempre, prendere atto della realtà. Ma niente fa capire quanto siamo ridotti male, quanto un esempio concreto: se a una donna, in contesto pubblico ufficiale, qualcuno urla ‘Stai zitta!’ – la qual cosa, purtroppo, è ben più frequente di quanto si possa immaginare – anziché inorridire, di solito gli astanti reagiscono sghignazzando, e si danno di gomito gongolando compiaciuti. Ecco, è questo, sinceramente, l’aspetto che mi pare più grave e desolante. Il segno di quanto ci sia ancora da fare. Siamo nel 2021, ma i più ragionano ancora come cent’anni fa. Tanto per cominciare, io ribattezzerei l’8 marzo come giornata della parità di genere. È quello il focus. In ogni caso, chi è in politica, se proprio non riesce a farsi partecipe del cambiamento culturale, potrebbe almeno dare il buon esempio, conformandosi all’art. 54 della nostra Costituzione, che raccomanda a coloro che rivestono cariche pubbliche, di farlo ‘con disciplina e onore’! Ogni riferimento a fatti e persone, inutile dirlo, è puramente casuale…”.

Da Furore ci spostiamo a Positano, località turistica dalla tonante fama mondiale che non riesce tuttavia a emanciparsi da una sorprendente arcaicità nella struttura e nei ruoli sociali. Qui incontriamo un’altra personalità emblematica della politica al femminile, Gabriella Guida: “Le donne della Costiera posseggono la chiave del proprio successo – afferma con convinzione la Guida -, ma raramente la usano per accedere alla sfera istituzionale. Non sapremo mai quante di noi hanno rinunciato alla carriera politica prima ancora di iniziare (scoraggiate da una cultura dei ruoli ancora molto radicata), ma è certo che quelle che la intraprendono devono affrontare enormi difficoltà. L’esperienza di ‘Su Per Positano’ insegna molte cose a riguardo. Frutto di anni di impegno civico, il gruppo mi ha scelta come candidata sindaca e insieme abbiamo partecipato alle ultime elezioni, riuscendo ad eleggere quattro consiglieri di minoranza, di cui tre donne. Il che dimostra che, almeno per noi e per i nostri elettori, la parità di accesso alle cariche politiche è già realtà. La ricerca di una leadership più inclusiva e democratica è la naturale conseguenza della nostra visione politica basata sul lavoro di gruppo, sulla partecipazione e sulla sostenibilità. Ma la strada che porta alle pari opportunità è ancora molto lunga. Noi stessi ci siamo trovati a dover pretendere che la parità di genere nella composizione della giunta comunale di Positano venisse rispettata, permettendo così ad almeno due donne di sedervi”. Parole garbate, quelle della sorridente Guida, ma di grande fermezza e lucidità. E di grande sostanza. Tutte qualità eminentemente femminili che un tignoso antagonismo maschiocentrico cerca ostinatamente, e ormai tutto sommato pateticamente, di trattenere e di oscurare. Specie, purtroppo, qui al Sud.

Chiudiamo in bellezza, dirigendoci verso un’altra perla della Costiera, Minori, per incontrare Maria Citro, personalità di grande rilievo del territorio, con alle spalle una lunga esperienza di impegno civile a tutto tondo. Per la volitiva Citro, la politica è stata il naturale sbocco di interessi e competenze professionali: “Sono una pedagogista impegnata da sempre nelle politiche sociali, e milito in un’associazione per l’emancipazione femminile e il contrasto alla violenza di genere. Dal 2009 sono Assessore alle politiche sociali e da due anche al Bilancio e alla Programmazione economica del Comune di Minori. Entrare in politica, per una giovane donna che, come me, sia anche mamma e lavoratrice, non è facile. Bisogna conciliare mille cose, ma la soddisfazione di riuscirci è enorme. Non condivido la ‘ratio’ delle quote rosa, ma purtroppo è ancora uno strumento necessario. Perché siamo così poche a scendere in campo? Perché l’Italia ha una struttura sociale e istituzionale obsoleta. Dobbiamo rinnovarla, a partire dalla scuola, garantendo alle donne le competenze e l’autoconsapevolezza necessarie per realizzarsi. Ma ci vogliono fatti, non chiacchiere. Urgono servizi adeguati, per sottrarre le donne al giogo degli obblighi familiari: nidi per i bambini, sostegno per la gestione di adulti familiari non autosufficienti. E bisogna che le donne imparino ad essere solidali fra loro, sfuggendo agli stereotipi maschili e portando avanti le proprie idee e modalità operative, proprio attraverso le qualità più spiccatamente femminili, compresa l’arguzia. Lancio un appello a tutte le donne che hanno voglia di contribuire al bene comune: tirate fuori il vostro coraggio e mettetevi in gioco, il Paese ha bisogno di voi!”

(*) scrittore

CONDIVIDI L’ ARTICOLO
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email
  • Articoli correlati

    Ultime notizie