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Su un antico tratturo nasce sentiero SS. Cosma-Damiano-Canelecchia-Affitta

SASSO CASTALDA (Pz) – Nel paese del Ponte alla Luna attento all’eco-sostenibilità da oggi c’è una nuova opportunità per turisti e ospiti. E’ stato inaugurato un nuovo itinerario che consente di scoprire le infinite risorse naturalistiche di Sasso. E’ il sentiero SS. Cosma-Damiano-Canelecchia-Affitta. Il tracciato ricalca in parte un antico tratturo che, ancor prima del XII secolo, si originava dalla cappella dei Santi Cosma e Damiano, oggi scomparsa, e conduceva al Monte San Damiano, posto a metà tra le due emergenze rocciose di Sasso e di Pietra Castalda. La cappella conteneva le statuette dei due santi medici, oggi restaurate ed esposte nella Chiesa Madre, la cui pregevole fattura in malta è stata attribuita ad una bottega locale, operante nella zona tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500.

Il cammino ci introduce alla narrazione storica, riportandoci nel buio dell’alto Medio Evo, quando, dalle ceneri di Acidios, stazione romana sulla Via Herculia, sorsero diversi casali intorno a conventi, benedettini o basiliani, o a roccaforti. Fra questi ultimi Saxum e Petra Castalda, tenuti a provvedere, separatamente, alla manutenzione del Castello di Muro Lucano. Il paesaggio è aspro, mitigato da formazioni vegetali, quali il rimboschimento di conifere, che accompagna buona parte del percorso, il bosco naturale di castagno e il querceto con il suo sottobosco tipico. Elementi di interesse sono le rocce rossastre, scistose e facilmente friabili, che evidenziano le peculiarità geologiche di questo territorio. Particolarmente suggestiva è la sorgente Canelecchia, nella quale un canale irregolare di pietra sembra convogliare l’acqua dal ventre della montagna verso l’esterno.

Il sindaco e il vice sindaco di Sasso Rocchino Di Nardo e Rocco Stella sono le guide che per la passione legata al territorio più adatte ad accompagnare gli eco-turisti più sensibili alle passeggiate in una macchia boschiva direttamente in paese. E’ proprio questa forma di turismo – dicono sindaco e vice sindaco – che è la più richiesta in questa fase post pandemica e che Sasso intende intercettare avendo tutte le opportunità per farlo. Anche l’assessora Antonietta Colangelo insiste sul patrimonio naturalistico di Sasso come “offerta turistica” con un’attenzione – dice – all’intero comprensorio, a cominciare da Brienza e dal borgo del Castello con l’obiettivo di creare una rete tra enti, istituzioni e associazioni legate al turismo, così da garantire il confronto e la condivisione delle politiche turistiche.

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